Cancellieri: “Verranno mesi difficili, Sì all’arresto in flagranza differita”

ROMA – Eccolo di nuovo. Rispunta l’arresto in flagranza differita per le violenze di piazza. Proprio come avviene per gli stadi. La misura è stata annunciata al Senato dal ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, chiamata a riferire dopo gli scontri ai cortei del 14 novembre.
– Questo – sottolinea la ministro – è un provvedimento che intendiamo adottare al più presto. E’ evidente l’esistenza di una situazione di grande preoccupazione. Ci stiamo preparando a momenti difficili.
L’arresto differito, insieme al Daspo per i manifestanti violenti, era parte del cosiddetto ‘pacchetto Maroni’. Ed era stato messo a punto circa un anno fa, dopo un’altra giornata di violenze di piazza, quella del 15 ottobre 2011 a Roma. Poi però il Governo Berlusconi cadde e, come spesso accade in questi casi, il provvedimento venne abbandonato. Oggi torna d’attualità.
La ministro spiega che non si può impedire a persone con caschi e passamontagna di partecipare a manifestazioni, ‘’perche – a suo avviso – i danni sarebbero peggiori’’.
– Ma una soluzione al problema, anche se parziale, c’è – fa notare -. Ed io intendo portarla avanti: l’arresto differito, uno strumento molto efficace che negli stadi ha già dato risposte positive. Abbiamo visto un crollo della violenza e pensiamo di applicarlo.
Oggi è possibile arrestare fino a 48 ore dopo il fatto chi si è reso responsabile di violenze, ma solo in occasione di eventi sportivi. Lo stesso intervento, quindi, potrebbe essere concesso per gli scontri di piazza, in modo da arrestare i teppisti dopo averli individuati, ad esempio, visionando i filmati.
Molta cautela, invece, su un’altra misura invocata da molti: l’estensione del Daspo (il divieto di accedere alle manifestazioni sportive) alle manifestazioni di piazza. Questo consentirebbe di escludere preventivamente dai cortei a rischio chi ha precedenti in materia. Ma, rileva il ministro, ‘’stiamo facendo delle valutazioni perchè ci sono aspetti costituzionali che dobbiamo chiarire’’. L’ostacolo principale è l’articolo 16 della Costituzione. Questo prevede la libertà di circolazione di ogni cittadino sul territorio nazionale. Il ministro ‘tecnico’ si appella quindi alla politica.
– Ci vorrebbe da parte di tutte le forze politiche – auspica – un forte senso di responsabilità e di consapevolezza per comprendere che il momento non è facile per nessuno. l’Italia sta attraversando un momento difficile e non possiamo consentire alla piazza di fare le scelte che deve fare la politica, che deve assumersi la responsabilità di aiutarci a passare questi mesi dopo i quali il Paese si vedrà restituito un Governo eletto dal popolo.
In attesa di nuove norme – ma ancora gli uffici del Viminale sono in fase di studio – occhi puntati a domani.
– Dobbiamo evitare – nota il capo della polizia Antonio Manganelli – che diventi una giornata di scontri. Garantiremo il diritto di esprimere il dissenso ma anche il diritto a vivere senza costrizioni per il cittadino che ritiene di non dover dissentire. Dovremo stare molto attenti, perchè ogni tensione può alimentare ulteriore tensione.
Il capo della polizia si stringe quindi ai suoi uomini, in agitazione per essere stati messi sotto accusa per le manganellate ai manifestanti senza – lamentano i sindacati – essere stati adeguatamente difesi dai vertici del Viminale.
– Oggi – lamenta – agli operatori di polizia si chiede di tutto, di fare bene, di interloquire, di essere all’altezza della situazione, ma 1.400 euro al mese non valgono le pietre della Val di Susa, le gratuite aggressioni allo stadio o i sacrifici che fanno famiglie intere.
Il Governo, intanto, prova a far deporre le armi della protesta e convince i sindacati, meno la Flc- Cgil, a sospendere lo sciopero previsto per sabato. Gli studenti, da parte loro, annunciano di volersi riprendere la città definendo ‘’inaccettabile’’ qualsiasi zona rossa. I militanti di estrema destra di Casapound sono invece pronti a sfilare contro ‘’il governo dei banchieri’’.
Al momento, ribadiscono gli analisti di intelligence e antiterrorismo, non ci sono particolari segnali preoccupanti. In effetti, a Roma non dovrebbero arrivare ‘rinforzi’ da altre città. Le informazioni riguardo il corteo dei militanti di estrema destra, poi, parlano di numeri tutto sommato contenuti. Il ragionamento che viene fatto è che, dopo gli scontri del 14 novembre, far salire ulteriormente la tensione non giova a nessuno. Ma al momento le previsioni sono difficili. Anche perchè la situazione è ben diversa rispetto al passato: la forte presenza di giovanissimi da un lato e la mancanza di leader dell’altro, fanno sì che non vi sia più nessuno che ha un reale controllo sulla piazza.

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