Egitto: più poteri al presidente, scontri tra oppositori e sostenitori di Morsi

IL CAIRO – Più di cento le persone rimaste ferite negli scontri di ieri in numerose città dell’Egitto tra i sostenitori e gli oppositori del presidente Mohammed Morsi, all’indomani della dichiarazione con la quale, attraverso un decreto costituzionale, si è aumentato i poteri da capo dello Stato. Tra le città teatro delle manifestazioni di protesta c’è anche Alessandria, dove chi si oppone al presidente ha attaccato i seguaci dei Fratelli Musulmani che uscivano da una moschea, attraverso un lancio di sassi e petardi. La risposta non si è fatta attandere e anche da parte dei ‘fratelli’ sono piovute pietre e pezzi di marmo. Bilancio della contesa: 15 feriti. I manifestanti hanno quindi assaltato una sede del partito presidenziale.
Sono state bruciate sedi del partito musulmano anche nelle città di Ismailia, Suez e Port Said. Manifestanti hanno appiccato il fuoco a tre sedi del partito Giustizia e Libertà, il braccio politico dei ‘Fratelli’, a cui appartiene il presidente Mohamed Morsi, ad Alessandria e Assiut, nel nord del Paese.
Al Cairo, gli agenti di polizia hanno cercato di disperdere la folla (circa 15.000 le persone radunate nei dintorni di piazza Tahrir) attraverso il lancio di gas lacrimogeni. Qui, nella piazza simbolo della protesta ‘primaverile’ egiziana, si sono raccolti in migliaia, scandendo slogan con cui hanno chiesto a Morsi di dimettersi e lo hanno accusato di non essere diverso dall’ex presidente Hosni Mubarak.

Parla Morsi
“Le mie decisioni hanno lo scopo di salvaguardare la rivoluzione e il Paese”, questa la dichiarazione del presidente Mohamed Morsi, in merito al decreto costituzionale con cui si è aumentato i poteri. “Sono a favore di quello che vuole il popolo”, ha aggiunto Morsi, precisando di puntare a una “chiara legittimazione popolare”. “I passi decisi – ha spiegato – mirano all’obiettivo di riportare la stabilità politica e sociale del paese”.

G.D.R.

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