Proteste, esito positivo: Morsi apre al dialogo

IL CAIRO – Non conoscono tregua gli scontri in corso a Il Cairo tra le forze dell’ordine e i manifestanti dell’opposizione laica e liberale. Le proteste contro il presidente egiziano Mohammed Morsi sono proseguite per il quarto giorno consecutivo. Secondo l’agenzia di stampa Mena domenica sera il quartier generale dei Fratelli Musulmani a Damanhour è stato attaccato con il pesante bilancio di un morto. I feriti, da quando venerdì il presidente dell’Egitto ha aumentato i propri poteri personali attraverso un decreto costituzionale, sono saliti a più di 500.
I tumulti si sono concentrati soprattutto di fronte all’università americana capitalina, qui c’è stato il solito vicendevole lancio di pietre e lacrimogeni tra agenti e manifestanti.
Nel frattempo più di 20 organizzazione no profit hanno scritto a Morsi sollecitandolo a ritirare la riforma che, tra le altre cose, infierisce “un colpo letale” al sistema giudiziario egiziano. A tal proposito il presidente egiziano, nel tentativo di stemperare le tensioni, ha annunciato un incontro con i vertici della magistratura, ribadendo che l’ampliamento dei poteri concesso al presidente sarebbe solo ‘temporaneo’.
Secondo alcuni osservatori, le disposizioni costituzionali annunciate da Morsi mirano a “blindare” la contestata Assemblea Costituente, alle prese con la stesura della nuova Costituzione, da un possibile ordine di scioglimento da parte della magistratura. Morsi accusa le “forze oscure” del passato regime, di stare covando per prolungare l’instabilità del Paese.

S.D.F.

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