E’ caccia alle promozioni Coldiretti: “Come in guerra”

ROMA  – Si bada al centesimo e si studiano le promozioni. La società dei consumi è solo un ricordo. Oggi si rinvia l’acquisto della giacca, quella carina vista in vetrina, o del cappotto, nuovo e alla moda, facendosi andare bene quelli della passata stagione.

Anche sul cambio della lavatrice nuova o del frigorifero si diventa più attendisti, anche se poi ci si lascia sedurre dagli ultimi gadget tecnologici. Ai massimi l’attenzione per le promozioni: si fa lo slalom tra le migliori offerte degli scaffali, si va a caccia del prodotto più conveniente stando attenti a non sacrificare molto la qualità. Ma si risparmia anche sulla quantità: stop alle grandi scorte, si parcellizzano pacchi di pasta, bottiglie di olio e di pelati.
Un budget sempre più in picchiata obbliga ad uno stile di vita diverso, ad un modo nuovo di fare la spesa, stravolge le abitudini delle famiglie. A raccontare la mutazione dei consumatori italiani negli ultimi tre anni è Federdistribuzione. Questa rappresenta il 66% delle aziende della Gdo, nei cui punti vendita ogni settimana entrano più di 60 milioni di persone e lavorano 450mila addetti. Quelli odierni sono tempi duri per i prodotti di marca. E così si impennano le vendite delle ‘’marche interne’’, vale a dire quella fascia di prodotti di largo consumo con il logo della catena distributiva dove vengono venduti, dice il presidente Giovanni Cobolli Gigli.
– L’acquisto delle marche private della grande distribuzione ha registrato negli ultimi anni un aumento del 17-18% in ragione del prezzo competitivo – spiega il presidente di Federdistribuzione. La spesa ‘’griffata’’ tuttavia resiste tra i consumatori italiani: i prodotti di marca coprono attualmente circa il 70% della spesa per i consumi, rispetto alla quota inferiore (40-50%) negli altri paesi europei.
Secondo Federdistribuzione, l’offerta della marca privata è destinata ad aumentare in futuro, ‘’perchè si gestiscono meglio i rapporti con i fornitori’’, dopo l’introduzione, con l’articolo 62, delle nuove regole nei rapporti commerciali della filiera agroalimentare.
– Oggi il menu degli italiani è da economia di guerra – dice la Coldiretti.
Via da tavola carne (-5,5%), pesce (-1%), frutta e verdura (-0,9%) mentre è corsa all’acquisto di farina (+8,3%), uova (+5,3%), pane (+1,3%) e pasta (+3,6%). Con la crisi – sottolinea – torna anche il “fai da te” casalingo con l’aumento record degli acquisti di materie prime come farina, uova, burro, caffè. Anche la Cia rileva comportamenti più accorti delle famiglie: il 65% compara i prezzi con più attenzione; il 53% gira più negozi alla ricerca di sconti, promozioni, il 42% sceglie solo ‘’formato convenienza’’. Ma c’è anche chi compra meno cibo: più del 30% ha ridotto le quantità nel 2012, tagliando soprattutto ortofrutta (il 41,4%), carne rossa (il 38,5%) e quelli di pane (il 37%).

L.C.

 

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