Pil Italia in profondo rosso Ocse: rischio di nuova manovra

PARIGI – L’Ocse rivede al ribasso le stime di crescita economica per l’Italia e mostra preoccupazione per la traiettoria di riduzione del debito, che potrebbe avanzare meno rapidamente del previsto e rendere necessario un nuovo aggiustamento fiscale nel 2014.

Nel suo Economic outlook di novembre, sul fronte del Pil, l’organizzazione parigina prevede una contrazione del 2,2% per il 2012 e dell’1% per il 2013, mentre sei mesi fa le previsioni erano di -1,7% nel 2012 e -0,4% nel 2013. Una situazione di debolezza legata a fattori interni ma anche al peggioramento delle prospettive dell’eurozona, che secondo l’Ocse non uscirà dalla recessione nemmeno l’anno prossimo, e ‘’resta la principale minaccia per l’economia mondiale al momento, nonostante le recenti misure che hanno ridotto le pressioni a breve termine’’.
A fare le spese di questo contesto economico difficile sarà l’occupazione, che ‘’continuerà ad aumentare’’ nei prossimi due anni sia in Italia (10,6% nel 2012, 11,4% nel 2013 e 1,,8% nel 2014) che nell’’area euro (rispettivamente 11,1%, 11,9% e 12%). Le maggiori preoccupazioni però, secondo l’Ocse, sono legate al futuro dei conti pubblici del nostro Paese, e alla continuità dell’azione di governo su tale fronte.
L’organizzazione prevede infatti un deficit al 3% del Pil nel 2012, al 2,9% nel 2013 e al 3,4% nel 2014, e una crescita inferiore a quella stimata dall’esecutivo nel tracciare il percorso di riduzione del debito. Se tali previsioni dovessero avverarsi, scrive nel suo rapporto l’organizzazione parigina, ‘’un’ulteriore stretta di bilancio sarebbe necessaria nel 2014 per restare nel percorso di riduzione del debito previsto’’. Inoltre, sottolinea ancora il testo, sull’Italia pesa l’incognita dell’impegno del prossimo governo a ‘’a mantenere il percorso di consolidamento di bilancio e riforme strutturali favorevoli alla crescita’’, dato che ‘’tornare indietro danneggerebbe sia la visione dei mercati sia la crescita’’.
Un monito condiviso dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, che da Milano lancia un invito a ‘’continuare a impegnarci in questo sentiero di riforme della nostra economia senza le quali i risultati di una più forte crescita non possono essere raccolti’’. Escludendo, però, l’ipotesi di una nuova manovra correttiva, che non sarebbe necessaria perchè ‘’come emerge dai nostri scenari, è chiaro che avremo un bilancio in pareggio anche nel 2014’’. Rassicurazioni a cui sono seguite quelle del Premier Mario Monti.
– Il lavoro di questo governo per garantire un percorso credibile per uscire dalla crisi e rimuovere l’incertezza dei mercati – ha affermato – normalizzerà l’offerta e costo del credito, come è già visibile nei bassi tassi di finanziamento.
L’esortazione dell’Ocse ad agire in modo ‘’coraggioso’’ in risposta alla crisi non riguarda però solo l’Italia, ma l’insieme dei Paesi membri.
– L’azione politica può fare la differenza, non solo per evitare lo scenario peggiore,ma anche per far materializzare il migliore – ha affermato il segretario generale Angel Gurria, invitando i governi ad ‘’agire con decisione, utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione per far ripartire la fiducia e stimolare crescita e lavoro’’. L’organizzazione parigina ha inoltre voluto attirare l’attenzione sulla situazione del capitale delle banche nella zona euro, che avrebbero bisogno di circa 400 miliardi di euro capitalizzazione aggiuntiva per raggiungere un livello di leva più adeguato. Una necessità che, ha sottolineato il capo economista Pier Carlo Padoan, non riguarda solo i ‘’Paesi deboli, come la Grecia’’, ma anche quelli ‘forti’ come Francia e Germania.

 

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