Trofeo speciale per la 60ª edizione e con formato differente

Pubblicato il 06 dicembre 2012 da redazione

LOSANNA – Michel Platini ha vinto ancora. La sua idea di far disputare l’Europeo 2020 un po’ ovunque nelle grandi città del vecchio continente è stata accolta a Losanna quasi all’unanimità dal comitato esecutivo dell’Uefa.
“Si tratterà di un Europeo per l’Europa”, ha affermato il segretario generale dell’Uefa Gianni Infantino. Le modalità verranno definite entro fine marzo. “L’Uefa voleva fare qualcosa di speciale per il 60mo anniversario della competizione”, ha spiegato Infantino. “Inoltre, l’Europeo con 24 squadre implica oneri ancor più importanti, probabilmente eccessivi per un gran numero di paesi che non potrebbero così candidarsi”, ha aggiunto.
Un altro argomento a favore dell’Europeo itinerante sono le difficoltà economiche del continente. “E’ più difficile aspettarsi ingenti investimenti nello sport”, ha riconosciuto Infantino. Il segretario generale ha respinto la critica che un torneo in tutt’Europa potrebbe snaturare la competizione e diminuire l’interesse. “Al contrario, la passione verrà moltiplicata per tutto il continente. Inoltre, un certo numero di nazionali potranno giocare in casa e ciò accrescerà ancora il seguito”.
Quanto ai viaggi, presumibilmente più lunghi, “saranno anche più facili poiché le partite si disputeranno solo in grandi città, con collegamenti agevoli”. Tutti questi argomenti hanno convinto le federazioni nazionali e quasi tutti i membri del comitato esecutivo. Solo il turco Senes Erzik si è espresso contro la proposta di Michel Platini. La Turchia infatti, dopo tre candidature infruttuose, sperava proprio organizzare l’Europeo 2020 da sola.
“La decisione dell’esecutivo riguarda unicamente l’Europeo 2020. Tutto è possibile per i seguenti”, ha comunque precisato il segretario generale. Se il principio dell’Europeo itinerante è passato, resta ancora da definire la formula: quante città l’ospiteranno? In quante città si disputeranno le partite di un singolo gruppo? Quali nazionali giocheranno in casa? Queste e tante altre domande dovranno trovare risposta entro fine marzo al più tardi, al termine dei lavori della commissione delle squadre nazionali dell’Uefa, che consulterà tutte le federazioni.
“Quando tutte le modailità saranno definite, apriremo la procedura di candidatura che durerà circa un anno”, ha dichiarato Infantino. Le città che ospiteranno l’Euro 2020 saranno quindi note nella primavera del 2014. E potrebbe esserci anche un’italiana. “Quando si parla di Europeo da disputarsi in grandi città, ovviamente l’Italia è interessata”, ha risposto il presidente della Figc e membro del comitato esecutivo Uefa Giancarlo Abete, precisando che la federazione attenderà di conoscere le modalità della candidatura prima di pronunciarsi ufficialmente.
L’esecutivo Uefa ha poi deciso per il divieto per i club europei di tesserare giocatori che “appartengono” a terzi, si tratti di individui o di società d’investimenti. Questo problema, che non riguarda direttamente l’Italia, deve comunque essere trattato in collaborazione con la Fifa, che è la responsabile dei trasferimenti internazionali e che i giocatori di “proprietà di terzi” pullulano in primis in Sudamerica.
L’Uefa continua peraltro a credere nel futuro degli arbitri addizionali: l’esperimento verrà esteso anche all’Europeo Under 21 (5-18 giugno 2013 in Israele). L’Italia svolge un ruolo di pioniere e “ancora oggi Michel Platini ha reso omaggio al nostro lavoro”, ha sottolineato Abete. L’Uefa ha anche chiesto che la frode sportiva sia riconosciuta quale reato penale dai vari stati europei per contribuire alla lotta contro le gare truccate. Inoltre, la nuova competizione europea per club riservata agli Under 19 che nascerà nella stagione 2013-2014 si chiamerà Uefa Youth League ed il trofeo sarà intitolato al presidente onorario Lennart Johansson.

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