Liberati due connazionali dopo uno scontro a fuoco

Pubblicato il 11 dicembre 2012 da redazione

CARACAS – Un sequestro “multiple”, come é di moda in questi giorni; un intervento “coordinato” di Polibaruta, Polichacao e Polisucre; uno scontro a fuoco durato oltre un quarto d’ora, allo stile Hollywood; un bilancio tragico di un delinquente morto e di due agenti della polizia feriti; e la fuga rocambolesca dei delinquenti a bordo di una volante della polizia. Questo, in sintesi, quanto accaduto all’alba di lunedí scorso. Una storia iniziata nel quartiere Los Naranjos e conclusasi in uno dei vicoli ciechi di Los Palos Grandes. Tra i protagonisti, anche un imprenditore italo-venezolano con la moglie e il suo autista. Dei connazionali non é stato reso noto né il nome né il tipo di attivitá commerciale alla quale si dedicano.
Il sequestro, in Venezuela, é diventata una attivitá molto redditizia. A differenza dei furti, rapine e assalti ai blindati delle banche, il rischio di essere arrestati é assai limitato. La novità, almeno in questo 2012, é l’incremento esponenziale dei “sequestri multipli”. Ovvero, il rapimento di piú di una vittima, nel giro di poche ore, per poi patteggiare il riscatto. Quanto é accaduto la notte del lunedì scorso, appunto, doveva essere uno dei tanti sequestri dei quali, poi, nulla si viene a sapere poichè non denunciati alle autorità di polizia.
Una banda che ha fatto del rapimento il suo “modus vivendi”, l’altra notte, nella via ‘La Cinta de Los Naranjos’, nel quartiere Las Mercedes, nei pressi della Chiesa Guadalupe, intercettava un BMW. Al volante dell’auto vi era Pilar Sever, segretaria dell’ambasciata turca. La signora, fatta scendere dalla sua auto, era obbligata a salire su una Explorer bianca. La sorpresa della donna è stata enorme al rendersi conto che non era l’unica vittima dei malviventi. Sul Suv vi erano già la coppia italo-venezolana con l’autista. Erano stati sequestrati poche ore prima mentre, a bordo di un Audi, ritornavano a casa, nel quartiere Los Naranjos.
Nel frugare nella borsa di Pilar Sever, i malviventi trovavano una tessera che accredita la donna come segretaria dell’ambasciata turca. Per evitare “problemi”, decidevano di abbandonare la vittima nell’Av. Las Acacias, nella via conosciuta con il nome di “calle de los hoteles”. Pilar Sever denunciava inmediatamente l’accaduto e la polizia iniziava subito le indagini.
Polibaruta, Polisucre e Polichacao, con un intervento coordinato, riuscivano a localizzare i malviventi. Questi, infatti, avevano rilasciato la segretaria dell’ambasciata turca ma avevano trattenuto alcuni documenti e l’Iphone. Questo aveva il Gps acceso. La polizia, attraverso il segnale del Gps telefonico, riusciva a rintracciare i delinquenti, in un vicolo cieco tra la 3ª e la 4ª trasversale di Los Palos Grandes. Al momento di essere scoperti, i malviventi stavano portando a termine le trattative per la liberazione della coppia italo-venezolana, si suppone chiedendo un pesante riscatto. Ormai scoperti, alla polizia della prima ‘volante’ uno dei malviventi si identificava come agente in borghese mentre altri due scendevano dal Suv sparando. Comincia va così lo scontro a fuoco che durava più di un quarto d’ora; uno scontro a fuoco con la polizia in gran svantaggio. Infatti, come sempre, mentre gli agenti erano in possesso delle solite pistole Glock, i malviventi avevano fucili Ar15 e Ak44. Nella sparatoria che, come abbiamo già riferito durava più di un quarto d’ora (“un’eternità” commenterà alla stampa una inquilina dell’Edificio Anabella, quello che più ha ricevuto danni), veniva ucciso Josè Riccardo Suárez Peña, presunto capo della banda di malviventi. Suárez Peña era ricercato dalla polizia per omicidio, sequestro, furto e assalto. A lui è attribuito l’assassinio dell’agente della polizia scientifica, Edwing Soto.
Per quindici minuti, gli abitanti di Los Palos Grande, vivevano l’inferno.
– Sembrava di stare nel Far-West – ha riferito una testimone -. Ci siamo rintanati in una stanza, e ci siamo gettati bocca in giù. Mio figlio era appena arrivato a casa. Pochi minuti ancora e si sarebbe trovato nella linea di fuoco.
– Si sparava all’impazzata, che spavento! – ha dichiarato un’altra signora.
Approfittando della confusione, i delinquenti riuscivano a fuggire a bordo di una volante di Polisucre, che è stata ritrovata nell’Av. Solano. Tredici vetture sono state danneggate durante lo scontro a fuoco, in  particolare dall’esplosione di una bomba a mano lanciata dai delinquenti. Sono andati in frantumi anche i vetri di alcune finestre. Fortunatamente i connazionali non sono stati feriti. Insomma, il loro è stato solo un forte spavento.
Nei giorni scorsi era stato liberato un connazionale, di cui non è stato reso noto il nome. Non si sa se la liberazione è avvenuta dopo il pagamento di un lauto riscatto. Lo ha comunicato la nostra Ambasciata al Ministero degli Esteri, a Roma. (Fotografia cortesia El Universal)

A.T.

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