Spread: duello Prof.-Cav. Alt di Berlino a Berlusconi

ROMA  – Nuovo duello a distanza fra Mario Monti e Silvio Berlusconi. Stavolta sullo spread. Destino vuole che il presidente del Consiglio e il leader del Pdl si trovino quasi contemporaneamente in televisione: il primo ospite di ‘Unomattina’, il secondo – una mezz’ora prima – in collegamento telefonico con ‘Mattino 5’. Circostanza che rende anche plasticamente l’immagine di un confronto-scontro fra il capo del governo in carica e il suo predecessore.
– Il differenziale fra titoli italiani e tedeschi – scandisce il Cavaliere – è un imbroglio, un’invenzione con cui si è cercato di abbattere una maggioranza votata dagli italiani. Prima non ne avevamo mai sentito parlare, ma a noi cosa importa di quanti interessi il nostro debito pubblico paga rispetto a quello che pagano gli investitori che investono nel debito pubblico tedesco?
Parole che il professore, chiamato al governo anche per abbattere gli insostenibili rendimenti dei titoli di Stato, ovviamente non condivide. Lui stesso premette che l’andamento dello spread è un fenomeno che va preso con una certa ‘’freddezza’’. Ma non per questo è da sottovalutare. Anzi. Monti si dice preoccupato (nonostante il differenziale alla fine chiuda sotto i 340 punti) rimarcando che si devono ‘’spazzare via alcuni miti’’ come quello che le politiche dei Paesi non hanno rilevanza e che conta solo l’intervento della Bce. Poi l’ennesimo affondo:
– Spero che anche in questo non si trattino i cittadini come più sprovveduti di quanto siano.
L’intervistatore gli chiede se non sia però esagerata l’attenzione che si dà all’indice che confronta i due tassi d’interesse. E Monti replica con un aneddoto sul nipotino che all’asilo è stato soprannominato ‘’spread’’.
– Evidentemente –  chiosa – le colpe dei nonni ricadono sui nipoti.
Sul tema intervengono anche il ministro Passera, che si chiede chi possa pensare che i tassi d’interesse non siano importanti, e il presidente di Confindustria. Anche lui si schiera contro la tesi di Berlusconi.
– Siamo nel campo delle opinioni personali – premette Squinzi, che però aggiunge tranchant:
– Lo spreadè’ importante perchè impatta direttamente sul costo del nostro debito pubblico.
Ma in tutto quello che dice Monti si possono leggere bacchettate al Cavaliere. Come quando dice di non credere a ‘’complotti’’ sui mercati, anche se riconosce che spesso vi operano soggetti ‘’senza scrupoli’’. O quando replica a chi lo accusa di aver trascurato la crescita (leggi Alfano).
– Sarei felice di apprendere da qualcuno come sarebbe stato possibile salvare l’Italia dal destino greco e farla crescere – dice il professore -. Una ricetta – aggiunge fra il piccato e l’ironico -, che sarebbe stato opportuno trovare qualche anno prima…
O infine quando sottolinea che in campagna elettorale ‘’c’é la tendenza a presentare soluzioni magiche’’ anzichè a ‘’proporre un programma per il futuro’’ dei cittadini. A suo giudizio ci vorrebbe ‘’autodisciplina’’ per evitare di trattare gli italiani come ‘’sciocchi’’.
Bacchetta anche la Lega, accusandola di ‘’populismo’’ di ‘’spirito secessionistico’’; per giunta ‘’a corrente alternata’’. Parla di tutto Monti – che in Cdm incassa il sostegno unanime dei ministri alla decisione di dimettersi – tranne di ciò che vuole fare del suo futuro.
– Non capisco perché ci debba essere un interesse per il futuro di una persona ormai anziana… – glissa dapprima. Poi, sibillino, aggiunge:
– La politica credo sia prima di tutto cultura, cercare cioè di orientare la testa delle persone e sono sicuro che, qualsiasi veste mi tocchi in futuro, continuerò a farlo.

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