Abbattuto delinquente che sequestrò il connazionale Iaizzo

CARACAS – E’ stato ucciso, durante uno scontro a fuoco con gli agenti della polizia scientifica, uno degli autori del sequestro e posteriore assassinato dell’italo-venezuelano Libero Iaizzo, manager del gruppo rock “Caramelos de Cianuro”.

Stando a quanto informato dal direttore del Cicpc (la polizia scientifica venezolana), José Humberto Ramirez, il delinquente Grevis Estevan Castillo Rengifo, ricercato per piú delitti tra i quali quelli di rapina, rapimento e omicidio, sarebbe stato intercettato da una volante della polizia scientifica in una stazione di benzina, nell’Avenida San Martín.

Vistosi scoperto, il malvivente, assieme ad altri tre delinquenti, avrebbe fatto fuoco sugli agenti. Nel corso della sparatoia, durata alcuni minuti, i malviventi hanno avuto la peggio. Assieme a Grevis Esteban Castillo Rengifo (21 anni), sono stati uccisi Luis Armando Arias Fuente (24 anni) e altri due individui di cui non é stato reso noto il nome.

Il direttore della Cicpc, José Humberto Ramírez, ha affermato che i malviventi sarebbero integranti della stessa banda di quelli intercettati, giorni fa, dopo una azione combinata di Polisucre, Polichacao e Polibaruta, mentre in un vicolo cieco, nel quartiere di Los Palos Grandes, ricevevano il denaro del riscatto di una coppia di imprenditori italo-venezolani sequestrati ore prima.

Si crede, tra l’altro, che i malviventi abbattuti nell’Av. San Martín siano gli stessi che ore prime avevano sequestrato un commerciante a Las Mercedes.

Per il sequestro di Iaizzo,  assai apprezzato e stimato nel mondo dello spettacolo, il 16 aprile, erano stati arrestati Gilbert Gabriel Bolívar (19 anni) e Adán Jesús Orozco (21 anni). Il primo, stando alle indagini del Cicpc, sarebbe stato l’autore materiale dell’assassinato del connazionale mentre l’altro avrebbe ricevuto il denaro del sequestro. L’arma con cui sarebbe stato commesso l’omicidio di Iaizzo, una pistola marca Smith Weesson calibro 9 mm, sarebbe stata recuperata durante l’arresto di Francisco Antonio Lara Castillo, anche lui delinquente ricercato per molteplici delitti e, si presume, coinvolto nel sequestro del manager italo-venezolano.

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