Sala professore per un giorno

Pubblicato il 19 dicembre 2012 da redazione

CARACAS – Il motociclista italiano Giovanni Sala, cinque volte campione del mondiale di Enduro, è stato per tre giorni professore di alcuni giovani centauri. L’evento si è svolto sul tracciato di Paracotos nello stato Miranda.
Il campione è stato invitato dalla ‘Federación Motociclista Venezolana’. Dieci giovani fortunati hanno avuto l’opportunità di conoscere questo campione. Per capire la qualità del cenaturo azzurro basta ricordare che nel mondiale di Enduro, in otto anni, ha vinto 46 prove iridate; è stato cinque volte Campione Mondiale e vicecampione in due occasioni. Nel 1999 si cimenta per la prima volta nel Campionato del Mondo di Enduro nella classe 400 4 tempi con caratteristiche quindi molto diverse dalla 250 2 tempi da sempre guidata e portata alla vittoria. Con l’amico e compagno di team Mario Rinaldi ingaggia un duello che termina all’ultima prova in Repubblica Ceca, dove Sala ridiventa Campione del Mondo. Nel 2004 corre l’ultimo campionato mondiale di enduro arrivando ottavo e nel 2007 corre il suo ultimo campionato italiano di enduro arrivando sesto.
L’enduro non richiede tantissima teoria. Giusto una serie di consigli : preparazione fisica : “non partire mai freddi”; prudenza e riscaldamento; alimentazione; abbigliamento. Da qui parte il discorso protezioni: stivali, occhiali – meglio sempre con lente doppia – pettorine, casco, guanti. Basta meno di un’ora e siamo già fuori. A questo punto si prosegue con la teoria ma in sella alla moto.
La lezione di guida offerta dal campione delle due ruote nato 48 anni fa a Bergamo ha incantato tutti i presenti, non solo per l’abilità mostrata con lo sterzo, ma anche per la sua simpatía e le sue doti come ‘prof d’eccezione’.
Il Giò inforca la sua moto e comincia. Posizione in sella. Guida in piedi. Frenata e posizione, freno anteriore e posteriore, come usarli, quando e come dosarli. Curva a destra e a sinistra, l’anticipo, il piede davanti a dare stabilità. E’ chiaro, conciso, determinante nelle sue spiegazioni e nei suoi consigli. Gli allievi lo ascoltano attentamente e poi si sale in sella. Serve per valutare il livello degli allievi.
“E’ stata un’esperienza bellissima questa vissuta in Venezuela. Far a conoscere un po’ della mia esperienza come endurista” – ha commentato il centauro italiano – “E’`molto importante il lavoro che svolge la Federazione di Motociclismo del Venezuela’ che vuole far creceré questo sport nel paese. I piloti hanno mostrato un grande interesse nel voler seguire i miei consigli; metterli súbito in pratica. Questo è importante. – conclude – Sappiamo che in Venezuela non existe un campionato professionale come in altri paesi, pero la voglia di migliorare c’è , cosa che ci riempe di soddisfazioni”
Sala spiega ancora un po’ e poi tutti in sella, possibilmente in piedi. Si cerca il feeling con la moto. Sentire il suo peso, prima su una gamba e poi sull’altra quando si fa lo slalom fra i sassi. E poi la frenata e il sedere che deve pesare sul dietro per tenere giù la moto quando si alleggerisce troppo. Lui fa vedere e poi guarda gli allievi, giudica, da consigli, sorride e se la ride, beato. Quando fa vedere come si fa sembra tutto facile. Giovanni Sala e la sua moto sono tutt’uno. Fluido nei movimenti, insegna e dimostra, e la moto lo segue docile come se fosse un suo prolungamento fisico.
Hanno partecipato a questa iniziativa i piloti venezuelani: Darío e Carlo Castellano, Rino Violante, Wilfran De Paz, Luis Chávez, Jesús Villalón, Gerardo e Pedro Rodríguez, tutti membri della nazionale Venezuela che è stata scelta dalla ‘Comision Nacional de Enduro’ con a capo Ricardo Sarabasa.
Questa non è la prima volga che ‘Gio’ (diminutivo con cui lo chiamano i suoi fans) viene in Sudamerica. Il centauro italiano in passato ha effettuato evento del genere in Cile ed in Colombia. Con il paese ‘neogradino’ ha un rapporto speciale dato che è rappresentante del marchio KTM ed è uno dei suoi ambasciatori commerciali.
Il centauro italiano spera di ritornare a dare lezioni qui in Venezuela ed i suoi alunni lo aspettano con ansia.
Sperano che torni presto.

Fioravante De Simone

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