Istat, La disoccupazione giovanile macina record: -42 mila posti in 5 anni

ROMA – La disoccupazione giovanile segna un nuovo record e stavolta é un massimo assoluto: a novembre balza al 37,1% come mai era avvenuto prima. Non c’é traccia di livelli superiori sia nelle serie storiche mensili sia in quelle trimestrali dell’Istat, cominciate nel 1992. E’ quindi da almeno venti anni che l’Italia non sperimenta un tasso cosí alto di under 25 alla ricerca di un posto. Negli ultimi mesi, infatti, la quota di ragazzi alla disperata caccia di un impiego é andata sempre più aumentando, basti pensare che rispetto al 2007 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni é quasi raddoppiato.

Oltre ai giovani a novembre risentono particolarmente della crisi anche i lavoratori maschi, tra loro l’occupazione tocca il minimo storico. E rispetto a cinque anni fa si contano ben 740 mila uomini a lavoro in meno. Insomma secondo le stime dell’Istat novembre è stato un altro mese ‘nero’ per il mercato del lavoro, con il tasso complessivo di senza posto all’11,1%, lo stesso di ottobre, quindi ancora ai massimi dall’inizio del 1999.

Anche le fila dei disoccupati rimangono copiose, un esercito che ormai è vicino ai 2,9 milioni di persone, mezzo milione in più rispetto a un anno prima. E guardando ai giovani, tra loro sono in cerca di un impiego oltre 640 mila under 25. A novembre anche il fronte occupazione sembra iniziare a cedere, con 42 mila persone a lavoro in meno nel giro di appena un mese. In termini tendenziali la perdita ricade tutta sugli uomini. La discesa è, però, bilanciata dall’occupazione ‘rosa’, che almeno durante l’anno sale, come risultava anche dai dati del terzo trimestre. Un fenomeno che può essere dovuto all’inasprimento dei requisiti pensionistici. Inoltre le donne trovano più facilmente un impiego nei servizi, meno colpiti dalla crisi, con alcune figure, tra cui le colf, in crescita.

I dati dell’Istat suscitano reazioni preoccupate: per la Cgil la disoccupazione record è il ”risultato delle politiche di solo rigore”, secondo la Cisl ”il lavoro deve essere il primo punto di qualsiasi programma elettorale”. Mentre la Uil sostiene la necessità di interventi immediati per fare fronte a quelli che l’Ugl definisce cifre ”allarmanti”.

Poco prima dell’uscita dei dati, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, aveva spiegato come non considerasse il peggioramento della disoccupazione un fallimento, precisando:

– Noi paghiamo errori di lungo periodo.

Non mancano i commenti dei politici: per il leader dell’Idv Fornero e il premier ”o sono bugiardi o sono incapaci”; critici verso il Governo anche il coordinatore dei dipartimenti del Pdl, Renato Brunetta, e il fondatore movimento Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale, Ignazio La Russa. Secondo il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, invece, non è dimostrabile che la riforma Fornero possa aver contribuito al peggioramento del trend. Il mondo del lavoro è in piena crisi anche nel Vecchio continente: a novembre l’Eurozona non ha fatto altro che aggiornare il record di disoccupazione, salita all’11,8%. Eurostat registra un nuovo picco pure per i giovani (24,4%), ma l’Italia supera di gran lunga la media europea, piazzandosi tra i Paesi con il più alto tasso di 15-24enni a caccia di un impiego.

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