Siria -Mosca monitora armi chimiche.

ROMA  – Una intesa tra Russia e Stati Uniti per contenere l’escalation militare in Siria, con Mosca che coordina con Damasco il controllo degli arsenali chimici e Washington che si impegna a non assecondare nessun intervento militare straniero. Sono i dettagli dell’accordo che sarebbe stato raggiunto lo scorso 6 dicembre a Dublino nell’incontro a sorpresa tra Serghiei Lavrov e Hillary Clinton, rivelati dal quotidiano israeliano Haaretz. Una intesa ufficialmente smentita dalle due parti, con l’inviato speciale di Onu e Lega araba, Lakhdar Brahimi, che si limitò ad affermare che nel colloquio a tre non era stata presa “alcuna decisione sensazionale” ma concedendo che “siamo rimasti d’accordo che la situazione è pessima e dobbiamo continuare a lavorare insieme”.

L’incontro di Dublino si era celebrato solo tre giorni dopo il monito di Barack Obama al presidente siriano Bashar al Assad: le armi chimiche, considerate armi di distruzione di massa, sono “una linea rossa”, il loro uso “avrebbe conseguenze”. Un monito rilanciato anche da Mosca, che nel corso di quei giorni ha scatenato le preoccupate reazioni di tutta la comunità internazionale, Nato in testa. L’avvertimento era stato lanciato dopo che fonti di intelligence israeliane avevano scoperto grazie ai satelliti che i militari siriani avevano caricato bombe con gas sarin, lo stesso usato da Saddam Hussein contro i curdi nel Nord dell’Iraq, quando nel 1988 con un solo bombardamento uccise oltre cinquemila persone. Oggi Haaretz racconta che a seguito dell’intesa raggiunta a Dublino, i russi hanno iniziato a coordinare direttamente con Assad il controllo degli arsenali chimici: russi e siriani si scambiano aggiornamenti quotidiani. La Russia, scrive ancora Haaretz, ha poi riferito che armi chimiche che si trovavano in siti i quali rischiavano di cadere nelle mani di ribelli sono state trasferite in località giudicate più sicure.

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