Il Numero 1 di Google in Corea del Nord

SEUL – Moratoria sui test nucleari e missili a favore dello sviluppo di internet. Per giorni, sfidando il disappunto e l’irritazione dell’amministrazione di Barack Obama, Google ha motivato come ”privato” il viaggio in Corea del Nord del suo presidente Eric Schmidt, a dispetto del razzo/satellite lanciato a dicembre e dei timori di un nuovo esperimento atomico. A conclusione della breve visita, il volto pubblico di Mountain View ha esposto i suoi commenti insieme al capo della delegazione americana ‘non ufficiale’, l’ex governatore del New Mexico, Bill Richardson.

Mentre il pianeta ”diventa sempre più connesso, la decisione di rimanere praticamente isolati colpisce solo il loro mondo, la crescita economica e così via”, ha affermato Schimdt, appena sbarcato all’aeroporto di Pechino.

– Abbiamo sollecitato il governo nordcoreano a decidere una moratoria sui missili balistici e su eventuali test nucleari e anche sollecitato l’uso di internet – ha detto Richardson.

– La Corea del Nord deve agire e permettere alle persone di usare il web – ha aggiunto il presidente del colosso californiano, mentre ora è limitato a una piccola elite temendo che i flussi illimitati di informazioni dall’estero possano avere effetti destabilizzanti per il regime.

– E’ una loro scelta ed è tempo, a mio parere, di iniziare o rimarranno indietro”, ha aggiunto.

La rete cellulare 3G, con oltre un milione di abbonati, vede impegnato il magnate egiziano Naguib Sawiris con Orascom Telecom Media e Technology Holding SAE, ma senza il supporto del web. L’accesso a internet, tra rigidi controlli, è a disposizione solo di governo, militari e università.

Schmidt ha raccontato gli incontri avuti con i funzionari nordcoreani, incluso un vice ministro degli Esteri, in un’atmosfera cordiale:

– Si sono presentati, ci hanno ascoltato e fatto molte domande.

L’attenzione, del resto, era ben motivata: malgrado sia uno dei pochi mercati inaccessibili, gli effetti di Mountain View si fanno sentire. Google Earth, il servizio di rilevazioni satellitari, ha dato involontariamente un aiuto agli attivisti anti-regime e dei diritti umani a individuare i campi di lavoro dove sono internate almeno 200.000 persone, secondo le stime dei servizi di intelligence sudcoreani.

Il Rodong Sinmun, il quotidiano del partito dei Lavoratori, ha riportato la visita di Schmidt, ”che guida la più grande compagnia internet al mondo”, per scrivere della visita ”in segno di rispetto al Mausoleo di Kumsusan”, dove sono esposti i corpi imbalsamati del ‘caro leader’ Kim Jong-il e del fondatore dello Stato, il ‘presidente eterno’ Kim Il-sung.

Richardson e Schmidt non hanno incontrato il nuovo leader nordcoreano Kim Jong-un e neanche Pae Jun-Ho, il cittadino Usa di origine coreana detenuto da due mesi per spionaggio.

– E’ in un carcere lontano da Pyongyang, ma ci hanno detto che sta bene – ha spiegato l’ex ambasciatore americano all’Onu, fiducioso sugli sviluppi della vicenda e sui segnali positivi raccolti verso la Corea del Sud, alla cui presidenza salirà a febbraio per la prima volta una donna, Park Geun-hye.