American Express, tagli in arrivo: -5400 posti di lavoro

NEW YORK – Nuova pesante ondata di tagli per il personale di American Express, negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Il gruppo ha infatti annunciato 5.400 posti di lavoro in esubero (l’8,5%) che andranno sacrificati per contenere i costi futuri. Anche se nell’immediato l’uscita di tutti questi dipendenti costerà cara: circa 400 milioni di dollari che dovranno essere sborsati soprattutto per pagare le liquidazioni dei lavoratori in uscita. Il piano di risparmi messo a punto dal numero uno di American Express, Kenneth Chenault, nel complesso prevede a fine 2013 una riduzione del personale dal 4% al 6% rispetto agli attuali 63.500 dipendenti.

La divisione più colpita dai tagli sarà quella dei servizi ‘global travel’, con il calo di personale che sarà compensato dallo sviluppo di sistemi informatici e digitali che – come sottolineato dallo stesso Chenault – hanno fatto registrare negli ultimi tempi uno sviluppo che permette una vera e propria rivoluzione nel modo di operare.

Intanto i conti del gruppo continuano a non brillare. Dai dati preliminari del quarto trimestre 2012, infatti, emerge come gli utili ammontino a 637 milioni di dollari, il 47% in meno rispetto allo scorso anno. Questo nonostante su base trimestrale si registri un aumento dei ricavi del 5,2% a 12 milioni di dollari. A pesare sull’andamento dei conti e sulla necessità di nuovi tagli ai posti di lavoro anche l’intesa raggiunta nel 2012 tra il colosso del settore delle carte di credito e le autorità di vigilanza statunitensi (tra cui la fed) in base al quale American Express deve sborsare 153 milioni di dollari per aver portato avanti pratiche illegali legate alla commercializzazione di alcuni prodotti. Pratiche che sono state severamente punite, con copsicui rimborsi ai clienti i cui conti erano stati aggravati in maniera errata.

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