Fitch: “l’Italia non freni le riforme”

ROMA  – Docce fredde in arrivo dalla Germania e dagli Stati Uniti che hanno compromesso l’andamento dei mercati finanziari, provocando un’ondata di ribassi su gran parte delle Borse europee, con l’eccezione di Milano e Londra. Mentre in Italia l’agenzia di rating Fitch mette in guardia dalla possibilità di frenare le riforme, a far ripiegare in territorio negativo i mercati sono stati  in particolare un pil tedesco 2012 inferiore alle attese e l’avvertimento di un potenziale declassamento di rating lanciato agli americani dalla stessa Fitch.

A poco sono serviti dunque i risultati migliori delle attese dell’asta di titoli di stato spagnoli, che ha fatto il pieno di richieste (5,75 miliardi oltre il target massimo prefissato di 5,5 miliardi) e registrato tassi in netto calo. A guidare i ribassi è stata Francoforte (-0,69%), sotto il peso dell’annuncio di un’economia tedesca cresciuta lo scorso anno dello 0,7%, un po’ meno di quanto si aspettassero gli analisti (+0,8%) e decisamente meno rispetto al +3% del 2011. Ma la piazza tedesca è stata seguita in scia dalle altre principali europee, tanto più dopo che Fitch ha decretato che per gli Stati Uniti, in caso di fallimento della trattativa sull’aumento del debito, sarà avviato ”un esame formale del rating” del Paese, con possibilità di un taglio dell’attuale ‘AAA’.

Ma il giudizio di Fitch è ricaduto  anche sull’Italia, che tra l’altro ha visto salire nuovamente lo spread tra Btp e Bund tedeschi oltre i 270 punti. L’agenzia di rating ha esternato il proprio timore che le riforme subiscano un rallentamento, viste le elezioni imminenti. Inoltre, secondo gli analisti di Fitch, quanto a stabilizzazione del debito in Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia, ”siamo circa a metà strada”. Il debito di questi Paesi ”non è a livelli che ci facciano sentire particolarmente bene”.

Nonostante tutto, pero’, il listino milanese ha chiuso con un rialzo dello 0,44%. Buone notizie anche dal Tesoro, che ha emesso il nuovo Btp a 15 anni con scadenza a settembre 2028 per 6 miliardi di euro a fronte di ordini per 11 miliardi. A mercati chiusi, intanto, il fondo salvastati temporaneo (Efsf) ha fatto sapere di aver lanciato la prima emissione di titoli 2013 piazzando bond per 6 miliardi con scadenza a 7 anni. La domanda è stata molto forte, pari a oltre 8,3 miliardi di ordini da tutto il mondo.

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