Bce, l’incertezza politica allontana i capitali

ROMA  – La Banca Centrale Europea mette in guardia l’Italia, avvertendo che l’incertezza politica fa scappare gli investitori dai titoli tricolori. Nel bollettino mensile, Francoforte spiega che ”tra la fine di novembre del 2012 e il 9 gennaio del 2013 i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine con rating AAA dell’area euro sono rimasti su livelli prossimi ai minimi storici”, con gli investitori alla ricerca di un porto sicuro per proteggere il proprio patrimonio.

E proprio ”l’accresciuta incertezza politica in Italia” – sottolinea la Bce – ”è stata all’origine di alcuni flussi di capitali, con l’obiettivo di ricercare investimenti piu sicuri, verso i titoli emessi dai paesi con rating AAA”. Alla Bce arriva poi un invito dal direttore generale Fmi Christine Lagarde di ”un ulteriore allentamento monetario”, un segnale che va contro l’ultimo orientamento di Francoforte. Nell’ultima riunione infatti c’è stata unanimità a mantenere i tassi fermi, mentre fino a poco tempo fa si discuteva un ulteriore taglio e il tedesco Jorg Asmussen ha poi detto che se l’inflazione rialzerà la testa la Bce interverrà.

Lagarde ha anche puntato il dito contro le ”svalutazioni competitive” sulla scia di quanto lamentato  dalla Russia, che gestisce la presidenza del G20 e del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble, che ha criticato esplicitamente la mossa del Giappone di indebolire lo yen.

Sempre nel bollettino di gennaio, l’Eurotower segnala inoltre che dalla metà del 2011 l’indice del clima di fiducia dei consumatori in Italia e anche in Spagna ha registrato ”un calo più marcato” rispetto agli altri Paesi dell’eurozona.

In Germania invece ”l’indice ha segnato una ripresa piuttosto vigorosa nel 2010, e in seguito è rimasto sostanzialmente stabile. In Francia è rimasto assai prossimo all’aggregato dell’area dell’euro”. Tutto questo si inserisce in un quadro economico piuttosto in chiaroscuro.

La crescita dell’eurozona infatti ”continua ad essere debole” e solo nella ”seconda parte del 2013 è attesa una graduale ripresa”, afferma la Bce, sottolineando che sull’economia ”continuano a pesare le persistenti incertezze e gli aggiustamenti di bilancio in atto nei settori finanziari e non finanziari.” Ammonisce che ”i rischi per le prospettive economiche dell’eurozona rimangono orientati al ribasso”, spiegando che ”sono connessi in prevalenza a una lenta attuazione delle riforme strutturali nell’area dell’euro, ai problemi geopolitici e agli squilibri presenti nei principali paesi industrializzati.

Questi fattori potrebbero ripercuotersi sul clima di fiducia per un periodo più lungo di quanto ipotizzato al momento e ritardare la ripresa degli investimenti, dell’occupazione e dei consumi”. Francoforte quindi sollecita i Paesi a proseguire sulla via del ”risanamento delle finanze pubbliche” e per rendere l’eurozona ”più flessibile, dinamica e competitiva”, batte con decisione sempre sullo stesso chiodo, ossia quello delle riforme strutturali, che vanno attuate con ”rapidità”. Riforme ”nei mercati dei beni e servizi” per ”la concorrenza e la competitività” e ”provvedimenti che migliorino il funzionamento dei mercati del lavoro” sono ”inevitabili”.

E proprio il mercato del lavoro è tra le più grandi spine nel fianco dell’eurozona. ”Continua a risentire della crisi economica e finanziaria”, afferma la Bce. ”L’occupazione è diminuita ulteriormente nel terzo trimestre del 2012, mentre la disoccupazione ha continuato ad aumentare”, aggiunge, spiegando che ”i dati delle indagini segnalano un ulteriore calo dei posti di lavoro nell’ultimo trimestre dell’anno”. A livello globale le cose non vanno meglio. L’Fmi ricorda i 200 milioni di senza lavoro, di cui due su cinque sono giovani.