Maroni accusa la sinistra: “Sa solo sbraitare”

MILANO  – La campagna elettorale per conquistare la regione Lombardia, ridefinita l’Ohio d’Italia per il numero di senatori che può assicurare alla coalizione vincente, è entrata nel vivo e si annuncia un fine settimana molto intenso con Roberto Maroni, Pierluigi Bersani e Mario Monti. Incassata l’assicurazione della Procura di Milano che, allo stato, nessun uomo della Lega è indagato nell’inchiesta sulle quote latte, Roberto Maroni, candidato in Lombardia per il centrodestra, ha rilanciato le sue parole d’ordine a partire dalla macroregione del Nord, e ha assicurato di puntare a ”vincere anche le politiche per realizzare il programma di trattenere al Nord il 75% delle tasse”.

Tutto ciò contro la sinistra che in Lombardia ”sa solo sbraitare contro di me e le mie proposte su tasse e macroregione. Ma una qualche idea originale no?”.

– Caro Maroni – è stata la pronta replica di Maurizio Martina, segretario regionale del Pd – perchè te la prendi? Noi sveliamo solo il vostro trucco: basta raccontare balle al Nord.

Maroni ha anche espresso le sue preferenze, in caso di vittoria, per il ruolo di vicepresidente: Mariastella Gelmini e il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo.

– Ci sono due sole coalizioni in campo – ha detto il segretario del Carroccio – la nostra e la Monti-Bersani, che è la riedizione dell’Ulivo. La gente deve saperlo: chi vota Monti vota Sel, in Italia come in Lombardia, e chi vota Albertini vota Ambrosoli.

Il ‘montiano’ Gabriele Albertini, in linea con le dichiarazioni dell’ex premier sulla famiglia, ha attaccato Umberto Ambrosoli, il candidato del centrosinistra in Lombardia, e la sua ”coalizione arlecchino”.

– Lla famiglia – ha detto -, è quella composta da un uomo e una donna legati da matrimonio o stabile convivenza e dai loro figli, naturali o adottivi. Altre unioni come quelle omosessuali possono essere tutelate in alcuni diritti civili, ma non costituiscono una.