L’economia peggiora ancora, rischio di manovra

ROMA  – La polvere sotto al tappeto, cioè possibili sbavature nella tenuta dei conti pubblici come paventato da Pierluigi Bersani, potrebbe diventare un ‘polverone’ tanto da costringere il prossimo governo a mettere subito mano ad una correzione primaverile. L’ennesima. Una situazione in evoluzione con una serie di variabili (l’andamento dello spread, ad esempio, legato alle vicende politiche interne come sottolineato ieri dalla Bce) ma anche di certezze. Infatti se l’economia peggiora (e peggiora come dice Bankitalia che prevede per il 2013 una crescita in caduta dell’1%) ci sarà bisogno di rifinanziare gli ammortizzatori sociali che sono ‘coperti’ solo per i primi mesi dell’anno nel tentativo di fronteggiare l’emorragia occupazionale. Ma anche altri segnali preannunciano un cielo plumbeo: gli ultimi dati su fatturato e ordinativi a novembre diffusi da Istat mostrano solo segni meno (-5,4% e -6,7%).

Il governo per il momento mantiene una stima di crescita di -0,2% per quest’anno. Ma i principali istituti e oggi Bankitalia parlano di un -1%. Cioè tra un intervento e una correzione ci si avvicinerebbe – secondo alcune stime – ad una manovra fino a circa 7 miliardi. E c’è anche da tener presente che a luglio scatta l’aumento dell’Iva (dal 21 al 22%) e che se si vuole evitare ha un costo di circa 4 miliardi. Molto dipenderà comunque dalla tenuta dello spread che con i cali recenti potrebbe consentire risparmi intorno ai 10 miliardi in due anni. Ma bisogna vedere se l’attuale livello (poco sopra 250) reggerà anche dopo le elezioni.

A ribadire le preoccupazioni, rilanciate pochi giorni fa anche dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo che spiega:

– Dobbiamo ancora capire come è andato il fabbisogno dello Stato nel 2012. L’impressione è che le previsioni non siano corrette.

Insomma ”siamo messi male” ed è possibile che possa servire ”una nuova manovra”. Questo anche se dagli ultimi dati Istat il fabbisogno 2012 mostra un miglioramento di circa 15 miliardi. Ma è certo che le entrate andranno peggio del previsto: ”avevamo stimato +6,6%, ma sarà circa la metà”. Ed effettivamente dai dati di Bankitalia sugli 11 mesi la crescita è del 3,1%. Ma c’è soprattutto il problema crescita: ”è stato previsto un tasso nel 2013 dello 0,2%, ma la verità è che rischiamo di arrivare a -1. E questo avrà riflessi immediati non sul deficit ma sul debito”. Su questo una parola di conforto arriva da Via Nazionale: ”l’incidenza del debito sul Pil salirebbe ancora nel 2013 e inizierebbe a ridursi nel 2014, beneficiando del miglioramento del saldo primario e della ripresa dell’attivita’ economica”. Quindi per la ripresa è necessario spostare lo sguardo al 2014. Ma bisognerà farlo con le dita incrociate.

– Se dalle urne uscisse un risultato ‘monco’ al Senato ”i mercati entrerebbero in agitazione, – dice Polillo – lo spread si impennerebbe e di colpo perderemmo quei 4 o 5 miliardi che oggi risparmiamo grazie alla caduta del differenziale.

Allo stato comunque il candidato premier più accreditato dai sondaggi dice: ”non ho detto che serve una manovra correttiva ma attenti a fare ragionamenti raffazzonati o a raccontare che siamo a posto”. E niente patrimoniale. Insomma una certezza c’è e la esprime Ignazio Visco: il 2013 sarà un altro ”anno difficile”.

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