Algeria, blitz di sangue: bilancio incerto

ALGERI  – E ancora in corso il blitz dell’esercito algerino al sito di In Amenas. Le conferme arrivano da fonti della sicurezza locale e da Parigi, mentre resta incerto il numero degli ostaggi e delle vittime. Intanto le forze di sicurezza algerine hanno riferito che l’operazione condotta al sito ha permesso di salvare centinaia di ostaggi evitando in questo modo il disastro.

Da parte loro i sequestratori hanno chiesto alla Francia di negoziare la fine della guerra in Mali e hanno proposto di liberare alcuni ostaggi americani contro un egiziano e una pachistana imprigionati negli Stati Uniti per accuse legate al terrorismo La situazione è ”fluida” ed è ”pericolosa”, ha avvertito il primo ministro David Cameron, precisando che la ”minaccia terroristica è stata eliminate in una parte dell’impianto, ma il pericolo rimane in un’altra parte”.

Duro il responsabile della Difesa degli Stati Uniti, Leon Panetta: ”i terroristi non troveranno riparo in Algeria, in Nord Africa o altrove”. In mancanza di fonti giornalistiche indipendenti sul posto restano incerte le cifre su un bilancio ufficiale delle vittime: al Jazira riferisce che sono 30 gli ostaggi morti nel blitz, di cui sette stranieri, mentre fonti della sicurezza algerina precisano che sono 18 i terroristi rimasti uccisi ieri. Incerto anche il numero degli ostaggi: fonti della sicurezza locale citate dall’agenzia Aps parlano di ”639 ostaggi liberi, tra cui una sessantina di stranieri, mentre i restanti sono algerini”.

Il Giappone ha espresso ”profonda preoccupazione” per l’esito delle operazioni finalizzate a liberare gli ostaggi detenuti dagli integralisti islamici, mentre la Francia si è astenuta da ogni critica sull’operato di Algeri. La giustizia francese ha però aperto un’indagine sulla presa di ostaggi

Raccapricciante la ricostruzione di Stephen McFaul, l’ostaggio irlandese sfuggito, che ha detto di esser stato costretto a mettersi un giubbotto di semtex per fare da scudo umano ai rapitori. Intanto uno dei portavoce del gruppo fondamentalista, la Brigata di Mulathameen responsabile del sequestro al sito – secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa mauritana Ani – ha minacciato di compiere nuove azioni e ha allertato allo stesso tempo gli algerini a ”stare fuori dalle installazione del complesso, dove verranno compiuti nuovi attacchi”. E per evitare che i terroristi decidano di fare esplodere delle cariche, l’impianto con tutte le apparecchiature per l’estrazione del gas, è stato messo in sicurezza.

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