Rubygate: Giudici, no stop al processo

MILANO – Il tribunale di Milano ha respinto la richiesta dei difensori di Silvio Berlusconi di sospendere il processo sul caso Ruby per un loro impedimento in quanto impegnati nella campagna elettorale perché entrambi candidati per il Pdl. I giudici nella loro ordinanza di rigetto hanno stabilito che la sentenza sarà dopo il voto.

Il collegio di giudici, presieduto da Giulia Turri, ha respinto la richiesta di legittimo impedimento per la campagna elettorale presentata dagli avvocati Ghedini e Longo anche loro candidati alle elezioni. I magistrati hanno chiarito che questo impedimento presentato “non ha carattere di assolutezza” ed è “generico”. Nell’ istanza l’avvocato Longo aveva fatto riferimento all’articolo 51 della Costituzione, chiarendo che “in democrazia vige il diritto ad essere eletti e il soggetto aspirante a una carica pubblica di poterlo esercitare”. I giudici, invece, hanno chiarito che non c’é interferenza né incompatibilità tra questo diritto e lo sviluppo del processo. Nella loro ordinanza, in ogni caso, i magistrati hanno fatto riferimento alle date già fissate per la conclusione del processo, il 4 e l’11 marzo, spiegando che sono “comunque successive alle elezioni”.

I giudici avevano fatto presente in precedenza anche che la rimodulazione del calendario del processo Ruby era dovuta a impegni in un’altra sezione del tribunale di un giudice del collegio e avevano chiesto ai pm una ‘pausa di riflessione’ prima della requisitoria. Il pm Boccassini ha risposto:

– Noi non vogliamo un momento di riflessione, se c’é necessità di rinviare tutto a marzo noi non ci opponiamo e ci rimettiamo alla vostra valutazione, ma non ci gravate di un peso eccessivo.

Resta dunque l’udienza dell’11 febbraio nella quale non è ancora chiaro se ci sarà o meno la requisitoria del Pm.

I giudici del Tribunale di Milano, davanti ai quali si sta celebrando il processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi, ritoccando il calendario assieme alle parti, hanno preannunciato che la sentenza arriverà comunque dopo il voto delle politiche, in quanto l’ultima udienza si terrà l’11 marzo. Probabile anche la requisitoria dopo il voto.