Difesa. 90 gli f-35 italiani, costo 99-106 Mln ciascuno

ROMA – Sono 90 gli esemplari di caccia F-35 che l’Italia, allo stato, dovrebbe acquistare: in un primo momento erano 131 ma poi, in seguito alla crisi economica, il programma è stato rivisto al ribasso e, lo scorso febbraio, il ministro della Difesa Di Paola ha annunciato al Parlamento un taglio di 40 esemplari. Si tratta di una spesa importante – se si pensa che il costo attuale dei primi esemplari varia tra i 99 e i 106,7 milioni di euro – che il candidato premier del Pd Bersani ha detto ieri di voler ridurre.

Di Paola e i vertici militari hanno sempre sostenuto la bontà della scelta dell’F-35, che il ministro ha più volte definito il ”miglior velivolo” di questo tipo in linea di produzione. Lo scopo è quello di sostituire i velivoli Tornado, Amx e Av-8B, che nell’arco di una quindicina di anni usciranno per vetusta dalla linea operativa. Si calcola che i 90 F-35 che verranno acquistati alla fine rimpiazzeranno circa 250 vecchi velivoli. A favore degli F-35, su cui l’Italia ha investito già circa 2 miliardi e mezzo di euro, pesano anche le ricadute sul versante economico ed occupazionale, specie per quanto riguarda il polo di Cameri (Novara), dove vengono costruite ed assemblate parti dell’aeroplano, ma anche per una serie di piccole aziende. Si tratta comunque di un programma indubbiamente oneroso, i cui costi sono peraltro lievitati nel tempo.

Secondo quanto dichiarato lo scorso ottobre al portale specializzato analisidifesa.it dal generale Claudio Debertolis, Segretario generale della Difesa, i primi F-35 per Aeronautica e Marina avranno un costo previsto in 127,3 milioni di dollari (99 milioni di euro) ad esemplare per la versione ‘A’ e di 137,1 milioni di dollari (106,7 milioni di euro) per la versione ‘B’ a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl) che verranno acquisiti dal 2015. Negli anni successivi il prezzo di produzione del velivolo dovrebbe scendere nel 2017 a 90,6 milioni di dollari per la versione ‘A’ e 118,8 per la versione ‘B’, per poi ridursi progressivamente fino a 60 milioni di dollari oltre il 55/o esemplare dei 90 previsti.

In un primo momento la stima (comunicata al Parlamento) era di circa 80 milioni di dollari per ciascun esemplare dei primi tre F-35A, ma il dato si è rivelato irrealistico poichè si riferiva ”a una pianificazione ormai superata dalle vicende del programma e verteva sul solo aereo ‘nudo”’.

Il primo F-35A a decollo convenzionale dovrebbe schierarsi sulla base di Amendola dell’Aeronautica militare nel marzo 2016, mentre il primo F-35B STOVL a decollo corto e atterraggio verticale, dovrebbe cominciare ad operare dalla base di Grottaglie a partire dalla seconda metà del 2018.

Condividi: