Fmi taglia stime su Italia, sacrifici dolorosi ma necessari

NEW YORK  – Italia in recessione anche nel 2013: dopo una contrazione del 2,1% nel 2012, il pil italiano calerà quest’anno dell’1%, più delle attese (-0,7% la stima di ottobre), per poi tornare a crescere l’anno prossimo, quando segnerà un progresso dello 0,5%. Sull’economia italiana – afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), aggiornando le stime del World Economic Outlook – pesano le ”azioni dolorose” di risanamento portate avanti dal governo Berlusconi prima e da quello Monti poi. Azione che però erano necessarie: l’Italia era sotto un’enorme pressione dei mercati e non ”c’era scelta.

Ora il mercato ha ripreso fiducia e gli spread sono calati”. La contrazione economica italiana si avrà in un’Eurolandia in decisa frenata. Il Fmi rivede decisamente al ribasso le proprie stime. Nel 2013, infatti, il pil di Eurolandia calerà per il secondo anno consecutivo, accusando una flessione dello 0,2% a fronte del +0,2% previsto in ottobre.

“Anche se le azioni politiche hanno ridotto i rischi e migliorato le condizioni finanziarie per i governi e le banche nelle economie periferiche – afferma il Fmi -, queste non si sono ancora tradotte in un miglioramento delle condizioni di finanziamento per il settore privato. Le continue incertezze sulla soluzione ultima della crisi finanziaria globale, nonostante i progressi, potrebbero mitigare le prospettive per l’area”.

Migliore la situazione a livello globale, con le stime di crescita lievemente limate: il pil mondiale crescerà quest’anno del 3,5% (-0,1 punti rispetto ad ottobre) per poi accelerare nel 2014 a +4,1%.

– Abbiamo evitato il collasso ma dobbiamo evitare ricadute. Il 2013 sarà l’anno del ‘o la va o la spacca – afferma il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, sottolineando che la ripresa economica è ancora debole e l’incertezza ancora elevata.

Invitando a una maggiore inclusione delle donne, Lagarde mette in evidenza la necessità di una crescita più veloce a sostegno del mercato del lavoro.

– Abbiamo bisogno di crescita per il lavoro e di occupazione per la crescita – precisa Lagarde, ricordando che a livello gliobale ci sono 202 milioni di persone alla ricerca di un lavoro, di cui due su cinque hanno meno di 24 anni.

Le parole chiave della ricetta delineata dalla Lagarde sono ”maggiore apertura, una più forte inclusione e una migliore responsabilità”.