Davos: Italia, stabilità acquisita

DAVOS  – Le elezioni sono da sempre sinonimo di incertezza per la finanza. Ma guardando all’Italia sembra oramai acquisita la fiducia sulla stabilità del nostro Paese, anche quella dei conti. Tanto che, sia davanti ai microfoni, sia off-the-record, non emergono preoccupazioni.

Enrico Cucchiani, Ceo di Intesa Sanpaolo, guarda alla revisione della crescita fatta dal Fmi che ritiene ”realistica” ma quando parla delle elezioni non teme altre fibrillazioni. Anzi butta acqua sul fuoco.

– Il periodo elettorale – dice – ovviamente crea incertezza ma non mi pare stia provocando apprensione particolare, perchè la stabilità finanziaria è rilevante e apprezzata.

Bersani o Monti. Il dibattito non sembra appassionare particolarmente i presenti, che danno per scontato la sconfitta del centro-destra di Berlusconi. Ma certo a Davos il premier italiano gioca in casa, tanto che ne aprirà i lavori. Così, proprio dalla Finanza che più aveva fatto discutere il centro sinistra, arriva un vero e proprio appoggio a Mario Monti dal fondatore del Fondo Algebris, che aveva partecipato ai lavori della Leopolda a fianco di Matteo Renzi durante la sfida per le primarie. Serra è tranchant. Non rinnega, anzi vorrebbe, un ruolo diverso per Renzi. Ma, aggiunge,:

– Oggi visto il panorama, mi sembra ovvio che bisogna scegliere il nuovo. Dei quattro nomi, ce ne è uno nuovo. Oggi non ho dubbi a scegliere Monti. Subito rincara la dose.

– Più  voti ha Monti e meglio è perchè farà un agenda riformista e concorrenziale, corretta tra generazioni.

E su Bersani:

– Una brava persona – dice in una stroncatura di velluto – certamente farà di tutto per portare l’Italia nella giusta direzione, sempre che non ascolti i sindacati che sono parte del problema

Difficile invece far sbilanciare Cucchiani su temi più politici.

– Monti? sarà sempre un eccellente rappresentante dell’Italia.

L’ex ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, ora alla Morgan Stanley evita sorridendo i giornalisti e se la cava con una battuta. Non ne vuole parlare anche l’a.d. di Enel, Fulvio Conti che invece spiega come ”la crisi finanziaria è oramai finita e bisogna affrontare quella dell’economia reale”.  Il -1% di Pil con cui il Fmi bolla l’Italia del 2013 gli sembra scontato.

– Pessimista – dice – No, Realista.

Che Davos guardi a Monti con interesse è chiaro anche dal titolo dello ”special address” del premier italiano. Il titolo dell’intervento di gioca con le parole, un’attività nella quale gli organizzatori di Davos sono bravissimi: ”leading against the odds”. La traduzione è impossibile: può significare ”governare nonostante tutto” ma anche ”guidare contro le avversità”, oppure ”primeggiare contro il pronostico”.