Monti a caccia degli indecisi, tour nelle regioni chiave

ROMA  – Un tour elettorale a caccia del voto degli indecisi, soprattutto nelle regioni chiave per il risultato del Senato. Ci sarà anche il ”territorio” nella campagna elettorale di Mario Monti. Il suo staff sta lavorando al calendario, cercando di far convivere gli impegni istituzionali con quelli del candidato premier.

Si inizierà sabato, a Milano, con un’iniziativa legata ai candidati della lista civica. Scelta non casuale: in Lombardia, Sicilia, Campania e Veneto, si stabiliranno gli equilibri politici di palazzo Madama. Il tour toccherà anche altre regioni, ma i consiglieri di Monti non nascondono che l’attenzione verterà sulle regioni in bilico.

– Dobbiamo ancora decidere le città; vogliamo prima identificare un messaggio diverso a seconda della realtà locale – spiega uno dei consiglieri della campagna elettorale. L’intenzione è quella di tenere ”incontri pubblici”, ma non i classici comizi elettorali.

– Stiamo studiando una forma di interazione con il pubblico – rivelano dallo staff. Quanto ai contenuti, la strategia non sembra destinata a cambiare: Monti continuerà a battere il tasto del ”cambiamento”, insistendo sull’assoluta necessità che il Paese ”non torni alla vecchia politica”.

L’intento è evidente: cavalcare l’onda dell’antipolitica, depurandola dai tratti populisti e antieuropei, sperando di riportare gli indecisi alle urne.

– Un Grillo istituzionale ed europeista – ironizza (ma non troppo) un ministro. Quanto al rapporto con gli altri partiti, Monti ha già dimostrato quale sia la sua strategia: sottrarre consensi a Pdl e Pd, rimarcando le contraddizioni delle loro alleanze, rispettivamente con Lega e Sel. A Berlusconi non farà nessuno sconto e replicherà con la consueta durezza; con Bersani l’atteggiamento sarà magari più smussato, ma non troppo diverso nella sostanza. Del resto, per fare un buon risultato, il professore deve strappare consensi sia fra i moderati che fra i riformisti. Il tono compassato e ironico di quando era premier è comunque destinato a lasciare il posto ad un linguaggio più aggressivo.

– Solo così potremo conquistare gli indecisi – spiegano tutti i suoi consiglieri più  fidati. A costo di, aggiunge uno di loro, perdere consensi fra gli ”intellettuali”. La strategia prevede anche una differenziazione dagli alleati.

– Competition is competition- confermano dallo staff, spiegando che Monti certamente difenderà la decisione di unirsi a Fini e Casini, ma rimarcherà anche le differenze fra la sua lista civica e i partiti tradizionali. Parallelamente alla campagna sul territorio, si rafforzeranno gli sforzi sui nuovi media.

– Siamo già molto avanti, ma vogliamo accrescere il distacco – spiegano i collaboratori. Ad aiutarli, confermano i suoi consiglieri, ci sarà David Axelrod, l’uomo che consiglio Barack Obama e che oltreoceano è considerato un ‘guru’ della comunicazione. Monti lo ha incontrato brevemente una decina di giorni fa: Il rapporto però non si è interrotto: a tenere i contatti con il consulente di Chicago, oltre al professore, è Mario Sechi, ex direttore del Tempo, candidato e spin doctor per la comunicazione del premier. Non mancheranno, naturalmente, gli spot in tv.

– Li stiamo girando – confermano i collaboratori, mantenendo però il massimo riserbo sui contenuti.

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