Bolelli-Fognini salutano l’Australia fuori anche la Sharapova

ROMA – Non ce l’hanno fatta, Simone Bolelli e Fabio Fognini, a ripetere l’exploit delle ‘colleghe’ Sara Errani e Roberta Vinci e raggiungere la finale del doppio agli Open d’Australia.

L’impresa è riuscita invece, nel singolare, a un travolgente Novak Djokovic, a una sorprendente Li Na e alla numero 1 del tennis mondiale, Victoria Azarenka, la cui vittoria ha però suscitato polemiche. Bolelli e Fognini sono riusciti a strappare un set ai fortissimi gemelli americani Bryan, coppia n.1 del mondo, ma di più non hanno potuto.

Il mancino Bob e il destro Mike, affermatisi 6-4 4-6 6-1 sugli azzurri, affronteranno in finale gli olandesi Robin Haase e Igor Sijsling (7-5 6-4 agli spagnoli Marcel Granollers e Marc Lopez). Resta comunque, per Simone e Fabio, la soddisfazione di aver raggiunto la seconda semifinale in un torneo del Grande Slam dopo gli Us Open nel 2011, e di essersi confermati doppisti di alto livello.

La grande sorpresa dell’undicesima giornata del primo torneo del Grande Slam dell’anno è stata l’uscita di scena di Maria Sharapova, n. 2 mondiale, eliminata con un secco 6-2 6-2 da Li Na, n.6, trentenne cinese in gran forma e in forte ascesa. E dire che la bella Masha, di cinque anni più giovane, era arrivata in semifinale perdendo appena nove game. Oggi, però, nervosa e fallosa, la fuoriclasse russa nulla ha potuto contro la potenza e la regolarità dell’avversaria. Più controversa, anche se limpida nel punteggio (6-1 6-4), la vittoria della bieloussa Azarenka sull’americana Sloane Stephens, che mercoledì nei quarti aveva fatto sensazione battendo una menomata Serena Williams.

Il match è stato interrotto nel finale, sul 5-3, a causa di problemi accusati dalla regina del tennis mondiale che ha chiesto l’intervento del medico ed è uscita dal campo per qualche minuto.

Alla ripresa, ha chiuso l’incontro al sesto matchpoint. “Erano i nervi, ho rischiato il crollo dell’anno. Non riuscivo più a respirare, mi sembrava di avere una crisi cardiaca”, ha detto la bielorussa, che poi in conferenza stampa ha corretto il tiro, parlando di “grosso malinteso”: “Avevo veramente male alla schiena, mi impediva di respirare. Avevo bisogno che qualcuno mi sbloccasse”. Ma sono ugualmente fioccate le polemiche. “Non è giusto, non aveva il diritto di prendersi una pausa medica perché non si trattava di un infortunio”, ha commentato l’ex campionessa Usa Pam Shriver. “E’ una farsa assoluta”, ha protestato su Twitter la leggenda del tennis John McEnroe. In ogni caso, domani la 23enne difenderà il titolo contro Li Na, finalista a Melbourne anche nel 2011 (fu sconfitta dalla belga Kim Clijsters) e vincitrice nello stesso anno al Roland Garros, contro Francesca Schiavone.

Incontestata e travolgente, invece, l’irruzione di Djokovic in finale – la terza consecutiva, quarta in totale a Melbourne, decima in uno Slam -, da vero numero 1. Un marziano, Nole: ha annientato 6-2 6-2 6-1 lo spagnolo David Ferrer, prossimo n.4 mondiale. A Djokovic – che dopo la vittoria si è prodotto in uno scherzoso siparietto, con camice e stetoscopio da medico – manca ora solo un match per diventare il primo dell’era Open ad affermarsi in Australia tre anni di fila.

L’ostacolo da superare sarà il vincente della semifinale di oggi tra Roger Federer, n.2, e lo scozzese Andy Murray, n.3.

Incontro tra due campioni in gran forma, che si presenta avvincente e dall’epilogo incertissimo.

Ma oggi sarà anche la giornata di Sara Errani e Roberta Vinci, che giocheranno la finale del doppio contro le australiane Ashleigh Barty e Casey Dellacqua. Il pronostico dice sorelle d’Italia, ma scaramanzia, tifo del pubblico di casa e fattore sorprese sempre in agguato invitano alla cautela.