Onu, Brahimi: “Siria va a pezzi sotto gli occhi del mondo”

NEW YORK  – La Siria ”sta andando a pezzi sotto gli occhi del mondo”: davanti all’esecuzione di massa di Aleppo, l’orrore anche all’Onu è palpabile.

– Il Consiglio di Sicurezza non può continuare a restare in disaccordo sulla Siria – ha detto all’Onu l’inviato del Palazzo di Vetro e della Lega Araba Lakhdar Brahimi chiedendo, dopo una riunione a porte chiuse dei ‘Quindici’, una ”azione” da parte del massimo organo politico delle Nazioni Unite.

– La Siria si sta distruggendo a poco a poco – ha detto Brahimi parlando in Consiglio di ”orrori senza precedenti”. Il massimo organo politico dell’Onu non può restare diviso ”aspettando che arrivino giorni migliori”, ha aggiunto l’inviato esprimendo pessimismo sull’andamento della sua missione.

Ma a fronte delle tragedie quotidiane – i 65 morti del nuovo massacro – e alla emergenza umanitaria di 700 mila profughi secondo gli ultimi calcoli dell’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite, l’Onu ”non ha altra scelta che restare impegnata”. Per questo Brahimi, a cui il segretario generale Ban Ki-moon e il capo della Lega Araba Nabil Elaraby hanno ribadito la fiducia, continuerà a far uso ”di tutto il potere di persuasione” di cui è capace:

– Non sono un rinunciatario.

Il diplomatico algerino ha ereditato lo scomodo mandato dopo la rinuncia di Kofi Annan.

– Non volevo questo lavoro, non mi serve questo lavoro, ma lo faccio per senso di dovere. Me ne andrò solo nel momento in cui capirò che non servo a niente – ha detto ai giornalisti fuori dall’aula del Consiglio di Sicurezza