L’aiuto di Merckel: “Monti si batte duramente per l’Italia”

BERLINO  – Angela Merkel ha capito da tempo che il suo abbraccio può essere ‘fatale’. Ci ha già rimesso un caro amico: il rimpianto Nicolas Sarkozy, sostenuto, rovinosamente, nella campagna per l’Eliseo. E dunque, con Mario Monti, la cancelliera ha chiaramente cambiato strategia: non solo non È scesa in campo troppo apertamente al suo fianco, ma addirittura sottolinea, adesso, le difficoltà di intesa col partner italiano.

– Non è un segreto che Monti si batta con durezza per gli interessi italiani, e che per questo vi siano talvolta anche problemi difficili, che dobbiamo risolvere – ha dichiarato  frau Angela a Berlino con accanto il Professore.

Il presidente del Consiglio, dal canto suo, ha scelto proprio la capitale tedesca per dimostrare la sua risolutezza nel riequilibrare il riconoscimento dell’Italia nel quadro finanziario dell’Ue per il periodo 2014-2020.

– Il contributo italiano non È proporzionato – ha detto Monti, che era arrivato ad evocare un possibile veto al prossimo summit Ue e che ieri ha ribadito di volere che il sistema ”sia più equo e trasparente”. E che sia ”puntato alla crescita”. In una breve dichiarazione in cancelleria, prima di un incontro veloce in vista del prossimo Consiglio europeo del 7 e dell’8 febbraio, i due leader hanno entrambi espresso fiducia nella possibilità di un’intesa.

– Il negoziato non sarà facile con l’Italia, perchè rivendicherà in modo molto chiaro i suoi interessi – ha detto la Merkel – ma sono ottimista sul fatto che alla fine, sul finanziamento a medio termine, avremo successo e si raggiungerà un’intesa.

Ottimismo più misurato, quello espresso dal premier, attento  a marcare le distanze:

– Sono fiducioso che sia possibile, con una franca discussione, trovare punti di equilibrio che consentano alla costruzione europea di continuare a affermarsi e alle diverse posizioni nazionali di trovare il giusto riconoscimento.

Le difficoltà con Roma, improvvisamente citate da Frau Merkel, non sono una novità: Roma e Berlino hanno avuto anche momenti di effettiva tensione, nei mesi del governo tecnico italiano. Come fu chiaro nel vertice europeo di inizio estate, quando si arrivò allo scontro sul ruolo dell’Esm, e la cancelliera si trovò contro la stampa del suo Paese e un’arena inviperita nel Bundestag per le concessioni strappate dal Professore. Ma il fatto che queste difficoltà vengano evidenziate, a Berlino, piuttosto che nascoste, in questa fase pare un chiaro tentativo di aiuto di fronte a quanti – Silvio Berlusconi in testa – tendono a dipingere in Italia il Professore come ‘il cocco’ della cancelliera.

 

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