Donne soldato in prima linea, cade l’ultimo tabù

WASHINGTON – Il soldato J.I. Jane vince la sua ultima battaglia nella strada verso la piena uguaglianza con i suoi commilitoni maschi. Potrà combattere in prima linea al loro fianco. Stavolta non si tratta del film di Hollywood interpretato da Demi Moore, ma di una svolta reale che cambia la vita a militari in carne ed ossa. Nel giorno in cui John Kerry passa l’esame del Congresso per succedere a Hillary Clinton, il Pentagono abolisce una norma del 1994, permettendo così alle donne soldato di andare al fronte come gli altri soldati. Lo ha ufficializzato lo stesso segretario della Difesa americana Leon Panetta, nel suo ultimo atto pubblico prima di ritirarsi a vita privata.

Cade così l’ennesimo tabù di carattere sessuale interno alle forze armate, dopo l’abolizione del principio ‘don’t ask don’t tell’ che permette ai gay con le stellette di non nascondere più la propria omosessualità.
– Le donne – ha detto Panetta – hanno mostrato grande coraggio e sacrificio, dimostrando le loro capacità di servire il Paese, così saremo più forti.

Lo stesso Obama, che solo pochi giorni fa ha lanciato l’uguaglianza tra le parole d’ordine del suo secondo mandato, ha dato il suo pieno appoggio a questa decisione. L’implementazione pratica di questa novità, secondo quanto si è appreso, arriverà per gradi.

– Ci vorrà un po’ di tempo, in alcuni casi, per elaborare meccanismi adeguati. Prevediamo che alcuni incarichi verranno resi disponibili subito, mentre altri, come quelli nelle forze speciali, potrebbero richiedere più tempo – ha affermato una alto funzionario della Difesa, citato dalla Cnn. Il problema resta quello degli standard, sulla forza fisica, da passare per entrare nelle squadre speciali. Ma sono dettagli. Quello che è certo e che la decisione arriva al termine di una lunga campagna: da anni infatti le donne soldato americane facevano pressione per poter essere schierate in prima linea. Le regole militari in vigore sino a ieri non permettevano alle donne di servire nelle unità di combattimento di terra, come la fanteria, l’artiglieria o nelle operazioni speciali di commando. Tuttavia, negli ultimi 11 anni di guerra praticamente ininterrotta, le donne assegnate a ruoli sulla carta di sostegno, di fatto si sono spesso trovate in situazioni di combattimento: in Iraq e in Afghanistan, dove non è sempre chiaro il concetto del fronte, ci sono state 800 donne soldato rimaste ferite e 130 morte.

Per poter combattere in prima linea nei campi di battaglia, quattro soldatesse Usa sono arrivate di recente ad ingaggiare battaglia anche nelle aule di tribunale contro il Pentagono e il segretario alla Difesa Leon Panetta. E per farlo, hanno scelto come alleato la American Civil Liberties Union (Aclu), secondo cui la carriera delle quattro donne nelle forze armate, così come quella di molte altre, sino a ieri è stata di fatto impedita, visto che non vengono loro consentiti gli stessi passaggi che invece possono fare i loro colleghi di sesso maschile.

– ‘Il nostro obiettivo come Dipartimento della Difesa – ha concluso Panetta – è assicurare che le missioni siano svolte dal personale meglio preparato e più capace, senza tener conto del loro sesso.

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