Il fisco infiamma la campagna, è guerra Monti-Berlusconi

ROMA  – Dalla restituzione dell’Imu al condono tombale. La campagna elettorale entra nel vivo e dire che si infiamma sembra quasi un eufemismo: il duro confronto tra i candidati e soprattutto il botta e risposta tra il Professore e il Cavaliere raggiunge un grado di scontro che rasenta il paradosso. E che non giova all’Italia, di nuovo in balia di mercati scettici, se non preoccupati, dalle promesse elettorali. E dalle conseguenze che potrebbero avere sulla tenuta dei conti pubblici. Ne’ si placano i toni nonostante lo spread riprenda la corsa, le borse vadano giù e il Wall Street Journal lanci l’allarme: l’azzardo di Berlusconi sulla restituzione dell’Imu sulla prima casa si salda  ad una nuova promessa di condono tombale, sulle cartelle Equitalia.

– Se avrò la maggioranza penso che dovremmo farlo – annuncia il Cavaliere che rincara la dose additando i danni enormi fatti dai blitz in Sardegna e a Cortina, accusando i giudici di coprire gli scandali sotto elezioni e dichiarandosi vittima di un ”colpo di Stato”.

Non pago, insomma, delle reazioni che già aveva suscitato la sua prima proposta ‘choc’. Reazioni in alcuni casi ironiche. In altri scontate, come quella di Bersani che taglia corto:

– La differenza tra me e Berlusconi è molto semplice: io dico ‘mai più un condono’.

A volte molto dure. Come quella di Mario Monti che sembra abbandonare definitivamente l’aplomb del Professore. Cosi’ si getta l’Italia nel ”baratro” avverte il premier. Il leader di Scelta Civica nega di aver definito Berlusconi un ”incantatore di serpenti”; si scusa quasi, e poi precisa il suo pensiero. Come se fosse meglio.

– Nella sua proposta sull’Imu c’è qualche elemento di usura.

Insomma, non solo è una proposta che neppure nel ”paese di Alice” sarebbe credibile, non solo è il ”tentativo di comprare il voto degli italiani con i soldi degli italiani: una corruzione”, è anche usura, perchè ”se poi si chiederà agli italiani di pagare più tasse, quello avverrebbe in condizioni più negative del quasi crack finanziario del 2011”.

Berlusconi ”rattrista” e fa ”innervosire” Monti, soprattutto quando ”prende a schiaffi” i sacrifici degli italiani e mette a repentaglio lo spread con le sue proposte; ma ”l’insulto e il dileggio” in politica li trova ”orrendi”.

Il Cavaliere e i suoi però tirano dritto. Alfano prima, e il Cavaliere dopo insieme anche a Maroni, arriva a chiedere le dimissioni del prof da senatore a vita perche’ giudica ”inaccettabili gli insulti e le offese al presidente Berlusconi”. Brunetta bolla Monti come ”ricattatore, inaffidabile e volgare” e chiede al Presidente della Repubblica di intervenire:

– Non ha niente da dire delle calunniose affermazioni del senatore a vita?.  E poi, dobbiamo essere sotto tutela? Di chi? Del professor Monti? Delle sue banche e dei suoi poteri forti? Di Angela Merkel? Veramente gioiosamente spudorato questo professor Monti… – spara l’economista che ribalta contro il premier dimissionario le accuse del WsJ.

– La Borsa va giù per colpa del Mps – attacca Berlusconi.

Gli altri partiti assistono al duello cercando di capitalizzare dallo scontro. Grillo è sempre in prima fila: a volere l’Imu e votarla è stata ”la banda dei quattro” con ”Rigor Montis, a tenere il banco; gli altri tre, Bersani, Berlusconi e Casini a fare da palo e a votare tutto” ricorda.

D’Alema ce ne ha per tutti: definisce la proposta del Cav. sull’Imu una ”sòla”, ironizza sul segretario Pdl (”Alfano chi?”) e a Monti fa gli ”auguri di poter vincere la gara con Grillo per il terzo posto”. Gianfranco Fini si dice ”allibito dalla faccia tosta di Berlusconi”. Per Ingroia, addirittura, ”con la promessa del condono tombale, ormai l’agenda di Berlusconi è diventata un romanzo criminale”.

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