Timori di voto e banche: torna la paura a Piazza Affari

ROMA – Sui mercati torna il ‘rischio Italia’, con Piazza Affari che crolla del 4,5% sulla scia dell’incertezza politica legata al voto, oltre che per le vendite che in tutta Europa prendono di mira i titoli delle banche scossi a Milano dal caso Mps. Una giornata nera in Borsa che, nei commenti di Wall Street Journal e Financial Times, in Italia è legata anche alle preoccupazioni dei mercati per il recupero nei sondaggi elettorali di Silvio Berlusconi.

A fine contrattazioni la Borsa di Milano è la peggiore, seguita al ribasso da tutte le principali piazze Europee. A partire da Madrid, -3,77%, altro anello debole agli occhi degli investitori per il rischio di un ritorno alle urne in Spagna. Soffrono Parigi (-3,01%), Francoforte (-2,49%), Londra (-1,58%). Alla fine di una giornata che ha riportato il clima ai giorni più neri della crisi del debito in Europa, lo spread Btp-Bund, indice della fiducia degli investitori sui titoli di Stato italiani, risale a quota 284,8, quasi 20 punti base in più rispetto ai 265,66 della chiusura di venerdì.

Il Wall Street Journal, commentando l’andamento negativo dei mercati, non esita a puntare il dito (oltre che sulle difficoltà della Spagna) sull’Italia per ”le indagini giudiziarie sui derivati” (il caso Mps) ma anche per ”l’ex premier italiano Silvio Berlusconi, che sta guadagnando popolarità nei sondaggi pre-elettorali e che ha promesso di abbassare le tasse, generando molte paure sul fatto che il Paese possa mettere pressione sul bilancio”. Mentre per il Financial Times – che commenta così ”l’improvviso” crollo a Piazza Affari e la risalita dello spread – ”il riemergere di Silvio Berlusconi”, che nei sondaggi ”sta restringendo il gap con il centrosinistra”, ”ha aumentato i timori sull’esito del voto in Italia”.

A Milano sono state le banche a guidare i ribassi, con l’indice di settore che ha perso più sei punti. Vendite su Unicredit che ha perso l’8,29%, Banco Popolare (-6,89%), Bpm (-6,55%). Nell’occhio del ciclone per il caso derivati, Mps ‘limita’ le perdite al -4,83%. Negli altri settori, Finmeccanica ha perso il 6,75%, Mediaset il 6,27%, Fiat spa il 5,44%. Crolla ancora Seat Pagine Gialle, -25%, ad un valore ormai prossimo allo zero (0,0015 euro per azione) dopo il declassamento di S&P a ‘default selettivo’ per il mancato pagamento alla scadenza del 31 gennaio degli interessi sul debito. Sulla Spagna, intanto, arriva anche l’avvertimento del Fondo Monetario internazionale che, dopo l’ultima missione dei suoi ispettori a Madrid, riconosce ”considerevoli progressi” sul fronte dell’attuazione delle riforme nel settore finanziario, ma segnala che ”i rischi per l’economia e per il settore finanziario restano elevati”.