Carceri, Napolitano: “E’ emergenza, in gioco l’onore dell’Italia”

MILANO  – ”Nessuno può negare che siamo in una situazione di emergenza”, che la ”mortificante” sentenza della Corte europea che condanna l’Italia per il degrado delle carceri è fondata: bisogna agire perchè ”sono in gioco il prestigio e l’onore dell’Italia”. Parole amare quelle del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che investono un’intera classe politica che non è riuscita a porre rimedio allo scandalo del sovraffollamento delle prigioni italiane. Giudizi secchi e taglienti che Giorgio Napolitano ha pronunciato da uno dei simboli di questa situazione, la casa circondariale di san Vittore. Carcere famoso, nel pieno centro di Milano, che come la maggior parte degli istituti italiani scoppia: quasi 1600 detenuti per una struttura nata per ospitarne 800. Di questi, il 63 per cento non sono italiani ed oltre il 30 per cento sono detenuti per reati legati agli stupefacenti in base all’attuale legge sulla droga.

L’amarezza mista ad impotenza del presidente si misura anche all’esterno del carcere, in uno scambio di battute con un drappello di radicali che sin dalla mattina urlavano la loro indignazione chiedendo l’amnistia. ”

– Se mai fosse arrivato un provvedimento di amnistia lo avrei firmato, non una, ma dieci volte – ha replicato Napolitano al radicale Marco Cappato al termine di una visita che lo ha commosso.

Il presidente si è anche fatto aprire una cella per toccare con mano le spaventose condizioni nelle quali sono costretti a scontare la pena gli oltre 65 mila detenuti italiani.

– La mancata attuazione delle regole penitenziarie europee conferma la perdurante incapacità del nostro Stato a realizzare un sistema rispettoso del dettato dell’artico 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena e sul senso di umanità – ha scandito Napolitano in un accorato discorso dentro l’istituto milanese.

Il capo dello Stato ha riconosciuto che i suoi tanti appelli a cambiare le cose, a permettere pene alternative con il coinvolgimento della società e delle imprese, sono caduti nel vuoto. E per questo si appella al futuro prossimo.

– Il tema delle carceri, del loro estremo sovraffollamento – ha detto -, deve essere valutato da qualsiasi parte politica con serenità, senza pregiudiziali liquidatorie. E’ una questione che deve essere ben presente a tutte le forze politiche e anche ai cittadini-elettori nel momento in cui il nostro popolo è chiamato ad eleggere un nuovo Parlamento’. Ma quando faccio un appello o un richiamo – ha concluso – è come se mandassi un messaggio in una bottiglia che non so dove arriverà.

Napolitano non ha mostrato troppa fiducia nella capacità delle forze politiche di comprendere la gravità del problema-carceri. Questo anche se sia Mario Monti che il Pd oggi sono intervenuti sul dramma delle prigioni italiane.

– La coscienza degli italiani si deve rendere conto che ci vogliono misure straordinarie per affrontare il tema delle carceri perchè quello delle carceri credo sia uno dei problemi più gravi dell’Italia – ha detto il professore in un comizio.

Il Responsabile nazionale Carceri del PD, Sandro Favi, ha invece assicurato che nel programma del suo partito ci sono ”una serie di puntuali interventi, da adottare con l’urgenza dei primi 100 giorni, per abrogare e correggere le leggi che più concorrono agli alti indici di incarcerazione, agli ingiustificati inasprimenti delle pene e alle preclusioni all’accesso alle misure alternative”.