La svolta di Obama: al Congresso i memo segreti sull’uso dei ‘droni’

NEW YORK  – A sorpresa, Barack Obama ha deciso di calare le carte: per evitare ostacoli alla conferma dell’uomo che ha scelto per guidare la Cia, ha concesso che le commissioni intelligence del Congresso abbiano accesso ai memo segreti del Dipartimento della Giustizia che delineano il quadro legale sull’uso di droni per uccidere all’estero cittadini americani legati ad al Qaida. Una mossa che arriva al termine di un braccio di ferro che rischiava di ritardare, se non di far deragliare, l’ok del Senato alla nomina di John Brennan a capo della Central Intelligence Agency, a cui stavano mettendosi di traverso soprattutto molti democratici che hanno più volte ribadito la richiesta di saperne di più sulla ‘dottrina’ delle uccisioni mirate in Pakistan, Yemen o Somalia, di cui proprio Brennan è considerato ‘l’architetto’.

– E’ cruciale per le funzioni di supervisione della Commissione comprendere pienamente le basi legali di tutte le operazioni di intelligence e antiterrorismo – ha affermato in un comunicato la presidente della Commissione Intelligence del Senato, la senatrice democratica Dianne Feinstein.

Davanti alla sua Commissione è cominciata l’audizione di Brennan, che secondo vari osservatori dovrebbe infine ottenere la conferma della nomina decisa da Obama, ma che di certo verrà messo sulla graticola e dovrà rispondere a domande delicate. Brennan è stato alla Cia per 25 anni, prima di approdare alla Casa Bianca come consigliere di Obama per l’antiterrorismo. Il presidente lo aveva già seriamente preso in considerazione per la guida della Cia nel 2008, ma poi fece marcia indietro dopo che era stato preso di mira da diversi gruppi per la difesa dei diritti umani a causa delle sue affermazioni in difesa degli interrogatori ‘ruvidi’ condotti dalla Cia, compreso l’uso dell’annegamento simulato, il ‘waterboarding’. L’aver voluto fare luce su quelle tecniche di interrogatorio rendendo pubblici i relativi memo segreti dell’era di George W. Bush ora attira peraltro ad Obama accuse di ipocrisia, perchè, viceversa fino ad ora si è rifiutato di fare altrettanto con i memo sui droni. La Casa Bianca risponde che la differenza sta nel fatto che la campagna antiterrorismo con i droni è ancora in corso, e sottolinea che la decisione assunta ora di fornirli alle commissioni sull’intelligence fa parte ”dell’impegno del presidente di consultare il Congresso su questioni inerenti la sicurezza nazionale”.

In effetti, prima di vincere le elezioni del novembre scorso, in un’intervista Obama aveva pubblicamente espresso la necessità di ”realizzare un’architettura legale, con l’aiuto del Congresso” per delineare l’uso dei droni. E ancora, in un’altra occasione, aveva affermato che ”la realizzazione di una struttura legale, i procedimenti, con una struttura di controllo su come usiamo le armi senza equipaggio sarà una sfida per me e per i miei successori”.

Oggi, secondo quanto ha affermato Christopher Ander dell’American Civil Liberties Union citato dal New York Times, Obama ha però fatto solo ”un piccolo passo nella giusta direzione”, poichè i memo non vengono ancora forniti alle Commissioni su forze armate e giustizia che hanno rispettivamente giurisdizione su Pentagono e Dipartimento della Giustizia.