Lo Cicero centenario: “Che emozione!”

ROMA – Scozia-Italia non può essere una partita qualunque, perché “dentro di me ci sarà tanta emozione: pensando al match, spero di non farmi troppo distogliere da quello che sarà un momento così importante della mia carriera”.

Chi parla è Andrea Lo Cicero, e l’appuntamento da non mancare è quello di oggi a Edimburgo: non solo perché gli azzurri hanno la concreta possibilità di ripetere il successo del 2007, e quindi di ritrovarsi in testa al 6 Nazioni dopo la seconda giornata, ma anche perché sarà il giorno della 100ª presenza, o ‘cap’, in azzurro dell’uomo con la maglia n.1, quel Lo Cicero che c’é fin dal 2000 ed è uomo-simbolo dell’Italrugby.

La certezza della sua centesima volta il Barone siciliano trapiantato prima a Roma (casa a Trastevere) e poi a Parigi (gioca nel Racing Metro) l’ha avuta mercoledì, quando il ct Brunel lo ha confermato nella formazione annunciata perla Scozia, e oggi i compagni gli riserveranno l’onore, tradizionale nel rugby, di farlo entrare in campo da solo, prima del resto del squadra, per sottolineare che questa sarà la partita n.100 inNazionale.

E nel match successivo, quello di sabato 23 all’Olimpico contro il Galles, Lo Cicero dovrebbe diventare anche primatista di presenze azzurre, eguagliando il primato di 101 detenuto da Alessandro Troncon. Se tutto va bene, lo batterà poi il 10 marzo a Londra, come dire la consacrazione assoluta entrando nel ‘tempio’ di Twickenham.

“Per adesso siamo arrivati ad essere titolari sabato – commenta Lo Cicero, immortalato sulla tela come ‘icona’ del rugby da pittori di un certo spessore come Wainer Vaccari e Pier Toffoletti -, poi vediamo che succede sabato. Da parte mia ci sarà tanta emozione, perché gioco da una vita in nazionale ma ancora la sento come la prima volta, ad esempio quando suona l’inno perché sono orgoglioso di essere italiano”.

Ma cosa vuol dire raggiungere il traguardo di 100 partite in nazionale? “Significa che per cento volte, e potevano essere di più, rappresenti l’Italia – risponde Andrea – perché è il mio paese, perché sono italiano, perché questa nazionale mi ha dato tanto e anche io ho contribuito molto a questa nazionale. Per questo vorrei finire veramente in bellezza”.

Ma la parola “the end” non verrà certo scritta a Edimburgo: per quello potrebbe volerci un giorno speciale, magari prima di San Patrizio (17 marzo), visto che il 16 del prossimo mese all’Olimpico ci sarà Italia-Irlanda: Lo Cicero potrebbe annunciare in quelle ore che lascia, magari come dall’altra parte la leggenda dei verdi Brian O’Driscoll.

“In occasione dell’ultima partita di questo 6 Nazioni – si limita a dire il Barone – comunicherò sul mio sito personale ciò che sarà della mia carriera. E poi risponderò alle domande su quello che farò dopo. Ma tornerò in Italia, anche se all’estero è vista come una barzelletta. Siamo diventati il paese delle prostitute e degli scandali. Ma a chi mi dice di rimanere in Francia perché si vive meglio, io dico che invece bisogna tornare. Ma ora devo godermi queste partite: se sono arrivato a 100 voglio arrivare sino alla fine”.

Quindi battere il record di Troncon, che certo non se la prenderà per questo. “La nazionale è tanta parte della mia vita – dice Lo Cicero -, al punto che ricordo momenti difficili ma nessuno brutto, pur avendo vissuto sconfitte anche pesanti quando avrei voluto vincere. Non ho sassolini da togliermi dalle scarpe, li ho cacciati tutti, e i momenti belli sono quelli che vivo con questi ragazzi che cercano tutti di dare il meglio, e di prepararsi per dare sempre di più al gruppo”.

La prossima sfida potrebbe avere ancora i contorni sportivi: Lo Cicero sogna un’Olimpiade, ma non da rugbista, perché vuole gareggiare nella vela. Dopo il 6 Nazioni, forse ci sarà Rio2016, inmezzo al mare della baia di Guanabara.

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