La sfida di Obama: tagliare le armi nucleari

Pubblicato il 11 febbraio 2013 da redazione

WASHINGTON  – Ridurre drasticamente l’arsenale nucleare americano, con un taglio di oltre un terzo delle testate atomiche. Barack Obama lancerà questa proposta nel suo primo grande discorso ufficiale da presidente rieletto degli Usa, quello sullo Stato dell’Unione. Obama prendeà la parola questa sera alle 21 (ora di Washington), dal podio di Capitol Hill, davanti ai parlamentari riuniti in seduta comune e i giudici della Corte Suprema.

Secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal New York Times, il presidente non fornirà numeri specifici, ma fonti vicine alla Casa Bianca dicono che il suo obiettivo finale è passare dagli attuali 1700 ordigni nucleari a un quota attorno ai 1000. Gia’ alla fine del 2009, il Senato aveva dato il suo via libera al trattato conla Russiache prevede una prima riduzione, attorno a quota 1550 entro il 2018. Ma ora Obama vuole andare avanti più rapidamente. E’ infatti convinto che con la sua proposta di forti tagli, l’America possa risparmiare un sacco di soldi, senza compromettere in alcun modo la sicurezza del Paese.

E tutto lascia pensare che anche il Joints Chiefs, cioè i vertici militari, siano d’accordo. L’unico, ma fondamentale problema, è convincere i repubblicani, che hanno la maggioranza alla Camera dei rappresentanti, a dire di sì. Impresa che non sarà per nulla facile: basti pensare come il Senato in passato si sia opposto con tutte le forze a riduzioni degli armamenti molto più limitate, come ad esempio ai tempi dello Start. All’epoca,la Casa Biancafu costretta a rinegoziare conla Russial’intero trattato, a causa delle divergenze in Parlamento. Ora si pensa che Obama punti però a cambiare tattica: vuole raggiungere un accordo informale con Vladimir Putin su una cornice di tagli comuni, aggirando così la ratifica del Congresso. Non a caso il responsabile perla Sicurezzadella Casa Bianca, Tom Donilon, ha in programma un viaggio il prossimo mese a Mosca, per preparare il campo in vista di colloqui diretti, che potrebbero tenersi a margine di due importanti summit internazionali all’inizio della prossima estate. Ma la sicurezza nazionale americana non passa solo dalla riduzione delle bombe: nei giorni successivi al discorso dell’Unione, Obama potrebbe anche presentare un piano atteso da tempo per combattere il terrorismo informatico, i cosiddetti cyber-attacks ad opera di ‘hackers’ che negli ultimi tempi hanno violato, su mandato cinese, i computer di molti giornali nazionali.

L’obiettivo dell’inquilino della Casa Bianca è mettere al sicuro non solo la privacy delle aziende americane, ma anche il normale funzionamento delle grandi infrastrutture e le grandi reti come quelle elettriche e dei trasporti.

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