Finmeccanica, tangenti e corruzione: arrestato Orsi

BUSTO ARSIZIO – Il suo difensore, Ennio Amodio, parla di ”provvedimento devastante” perché ”decapita due aziende tra le piú importanti” del Paese. Devastanti, però, sono anche le accuse che hanno portato nel carcere di Busto Arsizio, che già ospita da qualche tempo l’agente dei fotografi dei vip Fabrizio Corona, l’amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi: corruzione internazionale e frode fiscale (per mettere a segno la prima), mentre il manager avrebbe anche cercato di influenzare ex magistrati e ambienti del Csm per far sloggiare il procuratore facente funzione di Busto, Eugenio Fusco, ritenuto ”troppo zelante” nel condurre l’inchiesta.

Tra le cause che lo hanno portato in carcere anche l’accusa di aver promosso una campagna stampa, sembra ”prezzolata”, è scritto nell’ ordinanza, ”a dimostrazione ancor di più delle sue logiche operative o comunque, a silenziare le voci dissonanti”. Il procuratore facente funzione Fusco ha chiesto e ottenuto dal gip Luca Labianca un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Orsi, una ai domiciliari per Bruno Spagnolini, ad di Agusta Westland, e in carcere anche per i due ‘intermediari’ dell’operazione che portò l’azienda di Samarate, controllata da Finmeccanica, a vendere all’Aeronautica indiana 12 elicotteri AW 101 al prezzo di 556 milioni di euro, nel 2008: Guido Ralph Hashcke e Carlo Gerosa.

I due sono residenti in Svizzera e, per questo, è stata attivata la procedura di estradizione. Secondo l’accusa, ”Orsi e Spagnolini corrispondevano al consulente Michel Christian (consulente di Augusta, solo indagato – ndr) la somma complessiva di circa 30 milioni, parte destinati a sostenere l’attività corruttiva finalizzata all’acquisizione della commessa e all’esecuzione dl contratto”. Denaro in parte finito ai fratelli Tyagi e al maresciallo Sashi Tyagi, capo di stato maggiore dell’Indian Air Force dal 2004 al 2007 e quindi pubblico ufficiale.

Il bando della gara sarebbe stato ”modificato in senso favorevole ad Agusta Westland spa sostituendo la quota operativa di volo, abbassandola da 18mila a 15mila piedi di altezza, consentendo ad Augusta Westland, che altrimenti non avrebbe nemmeno potuto presentare un’offerta di partecipare alla gara…”.

Per la Procura, e poi anche per il gip, sono state confermate le dichiarazioni dell’ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, il primo a riferire di aver sentito in azienda parlare della maxitangente (anche se per lui la somma era più elevata: 51 milioni, pari a circa un 10% della commessa). Il gip valorizza anche le dichiarazioni dello stesso Haschke (nella sua disponibilità gli inquirenti ritengono di aver trovato la ‘pistola fumante’ dell’affaire) sul conferimento dell’incarico di consulenza e scrive:

”Sia l’indagato Orsi, sia l’indagato Spagnolini Bruno, evidentemente ben consci della cruciale rilevanza di tale argomento sia sotto il profilo aziendale che processuale, hanno ostinatamente negato, sia in seno all’organo di vigilanza della capogruppo Finmeccanica spa sia con reiterare dichiarazioni agli organi di stampa, l’esistenza di consulenze esterne”. Altra testimonianza cruciale, secondo gli inquirenti, quella di Luciano Zampini, ad di Ansaldo energie che inizialmente era stato indicato per il ruolo che poi fu di Orsi. ”Haschke mi parlò di una retrocessione nel senso che parte del compenso doveva essere ritornata, non entro nel dettaglio delle modalit’a, ad Agusta”. Certo è che le indagini su Orsi sembrano aver creato un certo imbarazzo anche nell’attuale esecutivo se, in un’ intercettazione, un manager, annota il gip, ”sembra riporti le parole di Monti” che direbbe ”non gli stringo la mano, capirà che si deve dimettere”. Parole che evidenzierebbero ”un palese e conosciuto imbarazzo da parte dei più importanti esponenti governativi per la condotta osservata da Orsi”.

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