Grillo bersaglio di Monti, Pdl e Pd

ROMA  – Dalle piazze italiane ha sempre attaccato tutti, senza troppe distinzioni fra centro, destra o sinistra. Stavolta però è Beppe Grillo a finire nel fuoco incrociato dei partiti: da Mario Monti, a Silvio Berlusconi, passando per Pier Luigi Bersani, tutti attaccano il leader di Cinque Stelle. E così l’ex comico ha gioco facile nel dire che dietro le accuse c’è il timore della forza del suo movimento. E tutto ciò mentre irrompe nella campagna elettorale anche la vicenda Finmeccanica, con un florilegio di accuse che coinvolgono tutti i leader. E mettono nel mirino il premier che si difende dicendo di essere pronto a rintuzzare anche eventuali querele.

Il primo a dar fuoco alle polveri è il leader di Scelta Civica.

– Non so se esista Grillo, io non l’ho mai incontrato – premette Monti, dagli studi di Unomattina -. Certo – precisa -, esiste perchè riempie le piazze, ma non deve dire sciocchezze che portano la gente ad avere ancora più confusione in testa.

La consueta aplomb del professore, per una volta, lascia il posto ad un tono perentorio.

– Io farei gli ordini dell’Europa? – prosegue il premier commentando la carrellata raccolte dalla redazione del programma in cui l’ex comico lo attacca -. Io sono riuscito assieme alla tenacia degli italiani ad uscire dal disastro finanziario dicendo no all’Europa. Grillo – conclude quasi alzando la voce – per una volta, vada in una piazza greca anzichè nelle piazze italiane e vedrà la disperazione, la protesta e le piazze greche piene di neofascisti. Se lui se la sente di prendersi la responsabilità, con le sue urla, di trasformare l’Italia nella Grecia, faccia pure. Io non voglio niente a che fare con questo populismo. Simpatico e spiritoso, ma dannoso.

Anche dal Pdl partono affondi contro il leader di M5S. Berlusconi, durante il Forum all’Ansa, prima sottolinea come nelle liste di M5S ”più dell’80%” dei candidati provengano da ambienti ”dell’estrema sinistra, dei centri sociali e dei no tav”. Il Cavaliere cerca di pescare fra gli elettori di centrodestra delusi e tentati dal voto per il movimento ‘grillino’: dentro M5S, avverte l’ex premier, ”la sinistra può trovare candidati di sostegno, magari con un cambio di casacca”.

E per rinforzare il concetto, aggiunge:

– Non credo che al Senato Pd e centristi abbiano bisogno di noi per fare una grande coalizione: i voti mancanti potrebbero arrivare dal movimento di Grillo, che tra l’altro non pare tanto compatto.

Medesimo concetto espresso da Angelino Alfano:

– Grillo vuole il voto anche di elettori del centrodestra e di elettori che avevano votato Pdl, ma dietro di lui ci cono candidati di estrema sinistra.

Il Pd non è da meno nell’attaccare la corazzata Cinque Stelle. Massimo D’Alema usa argomenti piuttosto ‘montiani’.

– Grillo al 18 per cento è un indicatore inquietante, e bisognerebbe ridurlo perchè spaventa gli investitori – avverte l’esponente democrat.

Anche Bersani lancia il suo affondo:

– Grillo offre mille euro a tutti per tre anni. Ma io dico: ma danne duemila, perché solo mille? Non c’è ragione – afferma il segretario del Pd, accostandolo a ”quell’altro che propone di abolire l’irpef, via l’irap e 4milioni di posti di lavoro…”.

Di fronte al fuoco di sbarramento degli altri partiti, l’ex comico ha gioco facile a fare la vittima, accusandoli di temere la sua forza.

– Lo vedete Monti che accarezza il cane e che ‘sale in politica’ con Fini e Casini? Ma cosa dice? E’ in preda al panico. Tutti hanno paura, ecco perchè si stanno unendo come il trenino dell’amore –  graffia, arringando qualche migliaia di persone in una piazza di Bergamo. Che poi lancia i suoi affondi: prima a Berlusconi: ”Il nano ci copia le idee e poi le va a dire in tv. Ormai è patetico”. Ma ce n’è anche per il premier: ”Monti ha detto che io voglio ridurre l’Italia come la Grecia. Ah, io l’avrei ridotta cosi’? L’hanno ridotta così quelli come te!”.

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