Italicità, un concetto nuovo, tutto da conoscere

Pubblicato il 15 febbraio 2013 da redazione

Coloro che hanno avuto modo di conoscermi nell’ambito della mia attivitá svolta per anni nella comunitá italiana e nell’associazionismo, conoscono la mia dedizione all’italianitá.  Italianitá che oggi, purtroppo ma logico, va progressivamente riducendosi soprattutto perché  é terminato il flusso dell’emigrazione , la fonte che l’alimentava. Una dedizione la mia che continua sempre.   In una recenté conversazione con il Lic. Mariano Palazzo, Presidente di FAIV, egli mi accennava al nuovo concetto che va sostituendo e ampliando quello d’italianitá, cioé la Italicitá.  Un termine che avevo giá sentito e che da quella conversazione ha destato il mio interesse che oggi desidero trasmettere alle nostre Associazioni e alla Comunitá attraverso questo scritto.

 IL CONCETTO DI ITALICITA’
L’ideatore é il Dott.Piero Bassetti laureato in economía presso l’Universitá Bocconi di Milano e frequentatore di corsi di specializzazione presso il Cornell Univeritty ela London Schoolof Economics, il quale oltre ad essere stato il primo presidente della Regione Lombardia ha ricoperto vari incarichi nel mondo político e professionale  ed é anche autore di vari testi.

Parlando di questo nuovo concetto l’autore ricorda che fino a qualche anno fa, riferendosi agli italiani residenti oltre i confini fisici e politici d’Italia, si parlava di emigrati italiani, definizione che da pochi anni é stata sostituita con quella di italiani nel mondo. Il passaggio da “emigrati” a “italiani” é dovuto alla situazione in cui si trovavano i figli e i nipoti degli emigrati originali, per i quali la definizione di emigrati era di fatto un anacronismo, infatti é lógico  che patria é anzitutto la terra dove si nasce, si cresce e si trae vitalitá; da questa prima terra infatti deriva il senso di appartenenza. Peró anche questa definizione sembra sia divenuta angusta e anacronistica, certamente per la parte dell’etnia  italiana nel mondo, quella parte preponderante che non ha e non cerca la cittadinanza italiana, il voto político e altri modi di stretta appartenenza alll’Italia, quantificabile in circa 60 milioni di persone. Pertanto é lógico che si  faccia un terzo  passaggio e si parli non di italianitá, ma di italicitá, cioé di un insieme di caratteristiche e di valori  personali e comunitari riconducili  all’etnia italiana disseminata per il mondo attraverso i movimenti migratori.

Vista la importante evoluzione della nuova terminología: da emigrati italiani, a italiani nel mondo e infine a italici e, soprattutto, dei relativi contenuti, ci si i rende conto della complessitá del discorso per cui é opportuno entrare nel vivo del nuovo concetto, e chiedersi perché parlare di italici e non, secondo l’uso piú comune e tradizionale, di italiani, qual’é la distinzione?

In sintesi, per “italici” e quindi per “italicitá”, s’intende un’appartenenza non étnico-lingüística (le persone di origine italiana che parlano la lingua italiana) né giuridico-isituzionale (gli italiani che hanno la cittadinanza italiana), ma in senso lato “culturale”. Si tratta infatti di una comunitá – si stimano almeno in 60 milioni di persone di origine italiana nel mondo e in senso piú esteso, comprensivo degli “italofili”, la stima sale a oltre 250 milioni – costituita non solo dagli italiani emigrati e dai loro discendenti, dalle comunitá italofone dei Ticinesi, Sammarinesi, Istriani ecc., ma anche da tutti coloro che in qualche modo “si sentono italici”, perché hanno apprezzato e condiviso – attrraverso l’incontro con persone, con cose (i prodotti del Made in Italy) e con “segni” (dall’informazione all’arte, dal cinema a tutti gli strumenti tecnonologici  che alimentano il nostro “immaginario collettivo”) del “mondo itálico” – valori e interessi dell’Italian way of life. La novitá (un po sorpresa per me) é che Italici sono anche gli immigrati in Italia (ancorché stranieri di passaporto).

L’identitá itálica é dunque un altra cosa rispetto alla vecchia idea di cittadinanza; é un’appartenenza che si costruisce e si fortifica attorno a interessi comuni.

In sintesi, i valori italici sono:

–         il pluralismo delle appartenenze e l’apertura alla differenza;

–         una concezione dell’appartenenza essenzialmente culturale ed esistenziale, piú che ernico-limguistica e giuridico-istituzionale;

–          il ruolo centrale della famiglia e dei rapporti familiari del tessuto dei rapporti sociali;

–         i valori cristiani e piú precisamente cattolici che hanno contribuito e contribuiscono a orientare l’identitá degli italici verso i valori della persona e della famiglia;

–          i valori dell’universalismo e del cosmopolitismo, che sono collegati al sentimento di umanitá;

–         il senso estético e i valori del gusto e del bello che si incarnano non solo nello straordinario patrimonio di arte e cultura che caratterizzano il nostro Paese, ma anche in stili di vita.

Piú sintéticamente, dice Piero Bassetti, per italicitá si deve interdere un concetto strategico capace di indicare tutti i soggetti sparsi per il mondo che dimostrano interesse verso l’Italia, i suoi valori, la sua cultura, il modo di vivere,  pur essendo nati all’estero e spesso senza conoscere la lingua italiana.

Si potebbe dire:  una grande “comunitá di sentimenti”.

 

CONDIDERAZIONI  E COMMENTI
Credo sia opportuno, direi doveroso,  concludere quanto appreso finora con alcuni  commenti  personali,  ai quali  inviterei i lettori deLa Vocee quanti si sentono interessati a un tema cosí interesante ad aggiungere i loro; sará una “palestra d’idee” certamente utile.

In definitiva siamo passati da un concetto che personalmente definirei “genuino”, sentito e non dettato, quello dell’italianitá ad uno nuovo, piú ampio, direi globale, frutto di un approfondito studio e ricerca che coinvolge tutto il mondo. Ripeto, anche se é presto per dare giudizi, qualche commento lo possiamo giá fare. Per esempio tra le cose che colpiscono a  prima vista é l’elaborazione cosi ampia e profonda del concetto di italicitá che per molti  aspetti é pienamente condivisibile, ma per altri lascia qualche perplessitá.

La prima impressione é quella di essere in presenza di un concetto molto teorico che include i “simpatizzanti dell’Italia” a differenza di quello di italianitá che pur senza norme e definizioni ci sembra piú concreto e  fortemente sentito dagli individui.

Altro commento é che non mi é sembrato cosi necessario é il passaggio dal termine “emigrati” a  quello di “italiani nel mondo” per poter includere nel concetto d’italianitá o di italicitá i figli e i nipoti degli emigrati perché sappiamo che i loro padri emigrati hano saputo educarli fino a fargli sentire l’appartenenza all’Italia  e all’italianitá,anche se nati in altro paese, quello di emigrazione.

Un commento piú importante si riferisce agli “immigrati in Italia”, ancorché stranieri e privi di passaporto. In un concetto cosi articolato forse sarebbe stato piú opportuno dargli piú precise connotazioni. Oggi particolarmente in Europa e in Italia, siamo in presenza di emigrazioni di consistenti gruppi di stranieri provenienti da paesi poveri e sottosviluppati spinti soprattutto da motivi economici, di sopravvivenza. La prima immagine che ci sovviene é quella dei barconi, le famose “carrette del mare”, nelle mani di persone senza scrupoli che quando arrivano e se arrivano in terra straniera sbarcano masse di affamati.  Possiamo parlare loro di cultura, di senso estético, di valori del gusto e del bello? Ci saranno tra loro anche i “simpatizzanti” dell’Italia, ma , ripeto, era necesario per gli “immigrati in Italia” definirne caratteristiche e connotazioni piú precise.

Rendendo il dovuto riconoscimento all’ideatore del concetto di italicitá per il grande lavoro di studio e ricerca che ha dovuto affrontare per giungere a queste conclusioni non credo di essere molto lontano da una possibile realtá suggerendo di affiancare i due concetti, inserendo quello nuovo di italicitá, riconducibile all’etnia italiana disseminata per il mondo, a quello di italianitá che continuo a dire ha radici e sentimenti piú profondi, piú concreti e piú genuini anche se, lo riconosciamo, ha un sapore  tuttora  nazionalistico. Certamente si tratta di due concetti di diversa estrazione che navigano su onde differenti: l’italicitá, che non dico essere astratto, ma certamente molto piú teorico e proponibile per il futuro  e l’italianitá che non si puó eliminare per non cancellare il ricordo, la vita e i sacrifici di milioni di emigrati che in época e in condizioni ben diverse da quelle di oggi, hanno dovuto lottare  per consentirci oggi di poter fare liberamente  queste considerazioni.

Lo stesso Bassetti in un suo articolo sulla globalitá ci offre un altro spunto, ricordando che l’Italia ha ancora un problema d’identitá nazionale tutto suo, citando in propósito la celebre frase di Massimo d’Azeglio: “L’Italia é fatta, ora facciamo gli’italiani”. Auspicio che non é mai diventato realtá e che dopo due secoli dimostra che oggi la crisi di identitá nazionale appare piú forte che mai.

E’ lo stesso sentimento che provoca in me il nuovo concetto d’italicitá, che penso che dovremmo studiare  ancora, rafforzando quello d’italianitá che non abbiamo ancora raggiunto appieno almeno fino a quando non avremo superato di sentirci settentrionali o polentoni e meridionali o terroni, condizioni reali che affermano e confermano una debolezza strutturale dello Stato.

Forse gli studiosi di temi cosi importanti giá da tempo avrebbero dovuto affrontare in profonditá il tema dell’italianitá che non é mai stato trattato a sufficienza. Ad esso  ciascuno di noi dava una interpretazione ed un significato spontaneo, individuale, perché la letteratura era molto avara sul termine.  Personalmente varie volte ne ho cercato il suo significato nello Zingarelli e nella Treccani e quanto ho trovato  é questo: “Senso di appartenenza all’Italia”. Veramente un po’ poco, ma l’importante era ed é “tenerlo dentro” sentirlo, mantenerlo vivo e trasmetterlo alle nuove generazioni.

NOTA. L’articolo é basato su nozioni tratte da scritti e conferenze di Piero Bassetti.      

Martinelli Mario

Ultima ora

13:11Austria: il nuovo governo giura tra le proteste

(ANSA) - TRIESTE, 18 DIC - Centinaia di persone si sono radunate a Vienna per protestare contro l'insediamento del nuovo governo di destra. Antifascisti, femministe e gruppi di studenti di sinistra hanno manifestato contro la coalizione tra il Partito popolare austriaco conservatore e il Partito nazionalista Fpoe che si sono impegnati a irrigidire le norme sull'asilo nel Paese e sull'immigrazione, mantenendo nel contempo un fermo impegno a favore dell'Unione Europea. Il leader del Partito popolare Sebastian Kurz, 31 anni, diventerà il più giovane capo di governo in Europa. Gli oppositori politici hanno espresso particolare preoccupazione per il fatto che l'Fpoe, che ha legami con gli estremisti di estrema destra, avrà il controllo degli importanti ministeri dell'Interno, della Difesa e degli Esteri. Il suo leader, Heinz-Christian Strache, diventerà vice cancelliere.

13:11Falsi: oltre 6 mln prodotti sequestrati da gdf Prato

(ANSA) - PRATO, 18 DIC - Sono circa sei milioni i prodotti contraffatti e potenzialmente dannosi, per un valore di 30 milioni di euro, sequestrati dalla guardia di finanza del comando di Prato nel corso dell'operazione "Passo passo" in cui 12 persone sono state denunciate. I finanzieri hanno avviato una complessa attività investigativa che ha portato ad operare nelle regioni della Toscana e del Lazio, sotto la costante direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Prato, dottoressa Valentina Cosci. Le perquisizioni operate sul territorio nazionale, su delega dell'autorità giudiziaria, hanno consentito di sottoporre a sequestro circa sei milioni di capi di abbigliamento ed articoli di bigiotteria potenzialmente dannosi per la salute del consumatore finale e più di 1.000 bracciali contraffatti, per un valore stimato di mercato di circa 30 milioni di euro identificando e denunciando 12 imprenditori, tutti di nazionalità cinese, titolari e/o amministratori di altrettante ditte ubicate tra Prato, Roma e Viterbo. L'operazione, si legge in una nota della gdf, ha portato gli operatori delle fiamme gialle a seguire la filiera dei prodotti potenzialmente dannosi, e in molti casi contraffatti, partendo da alcune perquisizioni operate all'interno del centro espositivo "Euroingro" di Prato dove alcuni imprenditori commercializzavano tali prodotti, fino ad arrivare a individuare i vari fornitori/importatori, tutti dislocati principalmente nella capitale.(ANSA).

13:07Calcio: maschera da cestista nero,bufera social su Griezmann

(ANSA) - PARIGI, 18 DIC - L'attaccante francese dell'Atletico Madrid, Antoine Griezmann, è al centro di una violenta polemica dopo aver pubblicato, ieri sera, una foto sul suo account Twitter in cui appariva mascherato da giocatore di basket nero, con un taglio di capelli "afro" e la pelle dipinta. Il tweet ha subito sollevato un'ondata di riprovazione e di accuse di razzismo, il nazionale francese è stato costretto a cancellarlo e a chiedere scusa. In un primo momento, Griezmann ha tentato di spiegarsi: "calma, amici - ha scritto - io sono un fan degli Harlem Globetrotters e di quel bel periodo...si tratta di un omaggio". Ma ormai non c'era più niente da fare, centinaia di tweet lo hanno accusato di praticare il "blackface", nato negli Stati Uniti nel XIX secolo, la presa in giro delle persone di colore fatta tingendosi il viso. "Riconosco di essere stato maldestro - ha infine ammesso l'attaccante dei Bleus in un ultimo tweet dopo aver eliminato la foto - se ho ferito qualcuno, mi scuso".

13:05Francia: compleanno al castello, opposizione attacca Macron

(ANSA) - PARIGI, 18 DIC - Non si placano in Francia le polemiche sulla scelta di Emmanuel Macron di festeggiare il compleanno dei 40 anni durante il week-end al castello di Chambord, antica e prestigiosa dimora di Francesco I, insieme a una quindicina di familiari. Macron, in una dichiarazione rilasciata ad alcuni media davanti al castello in cui afferma di aver "festeggiato un Natale in anticipo", ha puntato il dito contro le accuse: "non bisogna cadere in questa specie di meschinità di chi vuole sempre vedere dei simboli". Macron ha trascorso il fine settimana con Brigitte e alcuni familiari in una villa di campagna affittata ed ha cenato in una sala del castello al costo di 600 euro, secondo quanto informa l'Eliseo: "E' un prezzo ragionevole per un presidente della Repubblica che vuol fare una cena con la famiglia", ha aggiunto Macron. L'opposizione ha criticato le celebrazioni definendole "monarchiche" e trovandovi la conferma che Macron è il "presidente dei ricchi".

13:02Incidenti montagna: in Lombardia quattro morti in tre giorni

(ANSA) - MILANO, 18 DIC - E' stato trovato stamani il cadavere di un alpinista di 57 anni di Taceno (Lecco) che ieri sera non era rientrato alla base. L'allarme è scattato intorno alle 18. Impegnati una trentina di tecnici della XIX Delegazione Lariana del Soccorso alpino. Stamattina l'elicottero della Guardia di Finanza lo ha avvistato in un canale nella zona della Cima D'Olino, sotto il sentiero che dall'Alpe Paglia porta al rifugio Santa Rita, a una quota di circa 1.600 metri. Secondo una prima ricostruzione dell'incidente, nonostante indossasse dei ramponi leggeri, il 57enne ha perso l'equilibrio ed è scivolato sul ghiaccio per un centinaio di metri, riportando ferite mortali. Sono intervenuti anche il Sagf (Soccorso alpino Guardia di Finanza) e i Carabinieri. Sul posto anche l'elisoccorso da Como. Il tecnico ha trasferito a bordo il corpo per il trasporto a valle. Il soccorso Alpino sottolinea che si tratta del quarto incidente mortale in Lombardia in tre giorni. (ANSA).

12:56Sparò a ladro che stava entrando in casa, condannato

(ANSA)- PADOVA, 18 DIC - E' stato condannato a quattro anni e undici mesi, all'interdizione temporanea dai pubblici uffici e al pagamento di un risarcimento di 24.500 euro, Walter Onichini, di Legnaro (Padova), commerciante accusato di tentato omicidio per aver sparato a un uomo che si era introdotto nella sua villetta, assieme ad altri per compiere un furto, la notte del 22 luglio 2013. Il pm Emma Ferrero aveva chiesto 5 anni e due mesi. Secondo l'accusa, il macellaio aveva sparato con l'intenzione di uccidere. Onichini aveva sparato a Nelson Ndreaca, albanese di 25 anni, che stava cercando di fuggire rubandogli l'auto parcheggiata sotto casa. Il commerciante lo aveva ferito e caricato in auto, per abbandonarlo poco dopo, a circa un chilometro da casa, dove all'alba era stato ritrovato, ferito, da un passante. Alla lettura della sentenza, molte le proteste di amici e sostenitori di Onichini.

12:54Amianto: ottavo giorno sciopero fame davanti a Montecitorio

(ANSA) - CAGLIARI, 18 DIC - All'ottavo giorno di sciopero della fame davanti alla Camera, in piazza Montecitorio a Roma, il presidente dell'associazione dei familiari dei militari e civili del comparto Difesa e della sicurezza nazionale esposti e vittime dell'amianto e altri fattori nocivi, Salvatore Garau, rientra ad Alghero. La protesta proseguirà comunque con la staffetta di altri aderenti al coordinamento, per chiedere al Parlamento che nella legge di bilancio venga inserita una norma "chiara ed equa" che superi "l'attuale matassa intricata di leggi che non tutelano familiari e vittime". "Sono tornato ad Alghero, a casa - spiega Garau - per ottemperare a un impegno formale che non poteva concludersi senza la mia presenza. Davanti a Montecitorio c'è ancora il mio impegno a manifestare un pieno e incondizionato No all'Inail. Ho perso cinque chili, ma non la determinazione a continuare a portare avanti le ragioni della lotta. Il Governo e il Parlamento dello Stato a cui ho giurato fedeltà incondizionata ci ascoltino".(ANSA).

Archivio Ultima ora