Confindustria: “Nessuno ci condanni al declino economico”

ROMA  – ”Non permetteremo a nessuno di condannarci al declino”, avverte Confindustria. Che dopo tre giorni di incontri con le forze politiche chiede ”un new deal tra le forze positive del Paese” per far fronte ai ”mesi cruciali” che il Paese ha di fronte.

Da mercoledi’ scorso ad oggi (l’ultimo appuntamento con Mario Monti) il mondo della politica ha fatto tappa in viale dell’Astronomia, per una serie di incontri riservati con gli imprenditori al vertice dell’associazione degli industriali, Giorgio Squinzi con la sua squadra di presidenza, in vista del voto del 24 febbraio. Tre giorni intensi. Al termine tra gli industriali c’è ”soddisfazione”, spiegano, per l’attenzione riscontrata sulle proposte di Confindustria, e per i punti condivisi ”da tutti”: dalla crisi che è ”ancora aggressiva” e non permette di abbassare la guardia, alla centralità da dare a politica industriale e manifatturiero, alla priorità ”della questione lavoro, grande emergenza del Paese” che ”deve essere il primo punto dell’agenda del nuovo governo”.

L’associazione degli industriali è e resta apartitica, equidistante, ”non si pronuncia”, come ha sottolineato Squinzi nei giorni scorsi. Ma è comunque in gioco il voto degli industriali, che hanno avvertito la politica:

– Gli imprenditori non daranno a nessuno la loro fiducia sulla base di presunte appartenenze, ma valuteranno in base alla credibilità e alle concretezza delle proposte – ha puntualizzato il leader dei giovani di Confindustria, Jacopo Morelli. Che si è rivolto ai politici con parole chiare:

– Convinceteci attraverso atti concludenti, delle promesse mancate non ne possiamo più.

E’ la linea condivisa da Giorgio Squinzi e dagli industriali che lo affiancano nel comitato di presidenza: con la fine della campagna elettorale ”si abbandoni il tempo delle parole, degli annunci, dello scontro fine a se stesso e inizi il tempo dei fatti”.

Sul tavolo del confronto il ”progetto Confindustria per l’Italia”, un vero e proprio programma di governo economico definito dagli industriali, e proposto a chi si candida a guidare il Paese. In questi tre giorni ne hanno discusso, in singoli incontri riservati, con Enrico Letta, Giulio Tremonti, Oscar Giannino, Antonio Ingroia, Gianfranco Fini, una delegazione della Lega, Silvio Berlusconi accompagnato dagli ex ministri Sacconi e Brunetta, ed ieri Lorenzo Cesa e, a chiudere la serie di appuntamenti, il premier Mario Monti.

Al nuovo Governo, Confindustria chiede ”una visione lunga di futuro, un’idea di Paese per la quale valga la pena anche di sostenere i sacrifici necessari. L’Italia ha bisogno assoluto di verità, di parlare il linguaggio della condivisione, e di un Governo che sia in grado di compiere scelte concrete ed efficaci”, avvertono gli industriali: “La classe politica deve riconquistare con i fatti e la moralità la fiducia dei cittadini”.

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