Barack loda Giorgio: “E’ un politici visionario”

Pubblicato il 15 febbraio 2013 da redazione

WASHINGTON – Vedo per me ‘’una strada in salita’’. Con queste poche preoccupate parole Giorgio Napolitano si è congedato da Barack Obama ben rendendo il senso delle estreme difficoltà che vede avvicinarsi all’orizzonte mentre il conto alla rovescia verso le elezioni è quasi azzerato.

Proprio sulle incognite del voto del 24 e 25 febbraio e sulla formazione del nuovo governo si è sviluppato infatti il colloquio alla Casa Bianca tra il capo dello Stato italiano ed il presidente americano. Un incontro cordialissimo, tra vecchi amici che hanno potuto discutere senza interpreti in pieno relax. Ed hanno parlato innanzitutto di Italia ed elezioni, della formazione del nuovo governo – arduo compito che attende il presidente – e della necessità di una maggiore integrazione europea per affrontare insieme agli Stati Uniti l’ultima spallata alla crisi aprendo la strada alla crescita.

‘L’amministrazione americana sostiene Bersani’, ‘anzi no. Preferisce Monti’. ‘Tutto fuorchè Berlusconi’… Si era detto e scritto di tutto nei giorni che hanno preceduto questo colloquio nello studio ovale del presidente. Invece ‘’Obama è stato ineccepibile’’, ha assicurato Napolitano ai giornalisti che volevano sapere se ci fosse o meno un ‘endorsement’ pre-elettorale della Casa Bianca.

Il presidente non ha fatto un nome, né citato un partito. Non ha rinunciato però ad informarsi minuziosamente delle dinamiche italiane. Ma non per questo ha rinunciato a toccare il tasto che più gli sta a cuore: l’Italia non butti i sacrifici compiuti e si avvii ora – magari seguendo un po’ le ricette obamiane – a costruire la strada della crescita. Non cita mai Mario Monti il presidente americano: ma si capisce bene che l’azione del professore in quei 13 mesi ha impressionato l’amministrazione americana che ancora crede nelle capacità italiane di orientare le misure che l’Unione europea stenta ad adottare verso l’integrazione. Bella idea venire a Washington per san Valentino, esordisce sorridendo Barack Obama per spezzare il ghiaccio.

– Così posso esprimere il mio affetto (love, ndr.) per te e per il popolo italiano – aggiunge. Poi entra subito nel vivo e passa ad informarsi della complessa situazione politica e giudiziaria italiana. E’ Napolitano a esprimere in chiaro il nocciolo delle preoccupazioni comuni a dieci giorni dal voto:

– L’Italia ha fatto grandi progressi in questi 14 mesi, con la comprensione e l’aiuto di forze politiche diverse, e questi progressi devono continuare e continueranno – assicura dallo studio ovale mentre Obama alla sua sinistra annuisce -. Eravamo al collasso, sull’orlo del baratro di un collasso finanziario, solo un anno fa’ nel 2011 – ricorda Napolitano -. Per questo abbiamo dovuto concentrarci sul risanamento mentre oggi dobbiamo passare alla crescita. Anzi – aggiunge il presidente -, potremmo farlo insieme facendo un po’ nostre quelle formule e ricette che caratterizzano il secondo mandato di Obama e che si ritrovano nel discorso sullo stato dell’Unione.

Ma e’ proprio per questa ragione che Napolitano, parlando successivamente con i giornalisti, difende Mario Monti attirandosi dall’Italia gli strali del Pdl:

– Ho un po’ deplorato che dopo 13 mesi di sostegno al governo Monti qualche partito dia ora giudizi liquidatori sulle sue scelte.

“Consultazioni impegnative ed in salita’’, quindi. Anche perchè non si ferma l’onda degli scandali e la parola ‘tangentopoli’ torna di moda anche oltreoceano. Napolitano non può nascondere la propria ‘’preoccupazione’’ anche se vorrebbe farlo per carità di patria.

– Certamente se dicessi che sono tranquillo che tutto va nel migliore dei modi non mi credereste… è chiaro che sono preoccupato ma dobbiamo tutti aspettare i risultati delle indagini.

In attesa delle elezioni, Napolitano ha incassato l’omaggio di Obama che lo ha definito un ‘’leader straordinario e
visionario’’, che sa guardare al futuro e che è apprezzato ‘’non solo in Italia ma anche in Europa’’. Ma che è anche un ottimo padrone di casa, come ha ricordato Obama lodandone l’ospitalità. Approvano anche le figlie Malia e Sasha:

– Papà, allora torniamo in Italia? – hanno infatti chiesto recentemente al padre entusiaste del Belpaese.

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