Papa, scoppia il caso Mahony: sia fuori dal “Conclave”

Pubblicato il 18 febbraio 2013 da redazione

CITTA’ DEL VATICANO  – Lo scandalo dei preti pedofili estende i suoi rami velenosi anche sull’imminente Conclave. Si infiamma sempre di più il caso del cardinale Usa Roger Mahony, ex arcivescovo di Los Angeles recentemente ”punito” dal suo successore per aver coperto decine di vicende di abusi sessuali su minori, che figura tra i 117 ”elettori” chiamati a scegliere il nuovo Pontefice ma che un’ampia fetta di cattolici statunitensi vuole ora sia estromesso dal Conclave.

Mahony, 77 anni, è stato sollevato da tutti gli incarichi dall’attuale arcivescovo, mons. Josè Gomez, che lo ha riconosciuto responsabile di aver insabbiato 129 casi di abusi da parte di sacerdoti, e per uno di questi, quello di un sacerdote messicano accusato di aver abusato di decine di bambini nella diocesi di Los Angeles nel 1987, dovrà deporre in Tribunale sabato prossimo, 23 febbraio, quindi proprio a ridosso della sua partenza per Roma.

Più si avvicinano i giorni del Conclave, quindi, e più il caso Mahony suscita imbarazzo. Non è difficile comprendere come un ”elettore” accusato di una lunga omertà sui casi di pedofilia costituisca una macchia nel processo di designazione del successore di Ratzinger. E che Mahony sia tenuto fuori dal Conclave è la richiesta di un gruppo di cattolici Usa, Catholics United, che hanno lanciato una petizione.

”Se un cardinale è privato del suo ruolo pubblico nella diocesi, perchè dovrebbe essere premiato con la possibilità di votare per il prossimo Santo Padre? Il cardinal Mahony aggraverebbe ulteriormente lo scandalo e la vergogna per la nostra Chiesa se partecipasse al Conclave”, si legge nella petizione che chiede all’alto prelato di restare a casa. Ulteriori discussioni desta il fatto che prima di recarsi in Vaticano per le Congregazioni dei cardinali e per il voto del nuovo Papa, Mahony dovrà fare tappa in Tribunale.

Il porporato sarà interrogato sotto giuramento il 23 febbraio dall’avvocato di un uomo che afferma di essere stato molestato tre decenni fa dal sacerdote messicano padre Nicolas Aguilar Rivera in visita nella sua parrocchia di Montecito Heights. Mahony testimonierà a porte chiuse sul caso di don Aguilar Rivera e su altri 25 sacerdoti accusati di abusi nello stesso periodo. L’ex arcivescovo ha deposto più volte dalla fine degli anni ’90 sui suoi rapporti con i preti molestatori ma la nuova testimonianza sarà la prima da quando la diocesi di Los Angeles ha pubblicato 12 mila pagine di documenti interni sui casi di pedofilia. L’accusatore di padre Aguilar Rivera, Anthony De Marco, afferma di essere in possesso di 130 pagine che documentano le malefatte del prete e che non erano disponibili l’ultima volta che Mahony ha testimoniato.

Il prete, tornato in Messico dopo essere stato avvertito dall’arcidiocesi che un’inchiesta di polizia nei suoi confronti era probabile, è sospettato di avere molestato almeno 26 ragazzini durante i nove mesi di residenza nella diocesi. Il ruolo di Mahony nel cover up ha indotto il suo successore Josè Gomez a ”degradarlo” impedendogli ogni impegno pubblico nel territorio della arcidiocesi. E tuttavia, secondo il Los Angeles Times, l’alto prelato più volte senza successo tentò di ottenere dal Vaticano la rimozione di preti accusati di abusi. I documenti pubblicati dall’arcidiocesi rivelano infatti che il cardinale si trovò spesso davanti un muro: la burocrazia romana incline ai ritardi e riluttante ad affrontare un problema potenzialmente esplosivo.

Mahony ha ammesso sul suo blog la sofferenza provocata dalle critiche Degli ultimi giorni:

”Per essere onesto fino in fondo non posso dire di avere raggiunto il punto in cui posso pregare per ulteriori umiliazioni. Sono allo stadio in cui chiedo la grazia di sopportare l’umiliazione subita al momento”. ”Negli ultimi giorni mi sono trovato ad essere umiliato molte volte. Sono stato affrontato in più di un luogo da gente molto infelice. Posso capire la loro rabbia nei miei confronti e nei confronti della Chiesa”, ha scritto il cardinale.

La vicenda, tra l’altro, sbarca anche tra i cattolici italiani. Famiglia Cristiana, pubblicando un ampio dossier, ha lanciato un sondaggio online chiedendo agli utenti di esprimere la loro opinione: Mahony al Conclave sí o no? A proposito dello scandalo pedofilia, comunque, interviene mons. Charles Scicluna, che per dieci anni è stato promotore di giustizia del Sant’Uffizio occupandosi proprio della lotta ai casi di abusi. Su questo, secondo Scicluna, ”Benedetto XVI ci lascia un’eredità irremovibile che segna il futuro della Chiesa”. ”Benedetto XVI – aggiunge alla Radio Vaticana – si è impegnato con molto coraggio in particolare a rompere la cortina di silenzio che copriva molti casi, in rispetto al principio che solo la verità ci rende liberi”.

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