Nigeria, integralisti rivendicano sequestro del tecnico italiano

ROMA  – Non c’è alcuna traccia dell’italiano rapito in Nigeria nella notte tra sabato e domenica insieme ad altri sei stranieri, ma i fondamentalisti islamici di Ansaru hanno rivendicato l’operazione mentre il presidente Goodluck Jonathan ha promesso ”impegno totale nella lotta contro qualunque forma di terrorismo”. La società di costruzioni e ingegneria civile presa di mira a Jama, la libanese Setraco, già l’altra sera ha però fatto partire dal compound tutti i dipendenti non del posto. Dodici veicoli con a bordo un numero imprecisato di persone hanno lasciato il sito.

Da ciò la decisione di far partire i dipendenti non nigeriani. D’altra parte la rivendicazione fatta dal gruppo integralista islamico nigeriano Ansaru, emanazione della sanguinaria setta dei Boko Haram e con dichiarati legami con i terroristi di al Qaida, fa temere il peggio

Vicende precedenti si sono concluse nel sangue. Tre persone rapite nella Nigeria settentrionale – un britannico e l’italiano Franco Lamolinara nel 2011 e un tedesco nel 2012 – sono state tutte uccise durante blitz delle forze di sicurezza locali e straniere che tentavano di liberarle. Non a caso il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha voluto sottolineare che nei costanti contatti con le autorità nigeriane l’Italia chiede in continuazione la ”tutela assoluta dell’incolumità degli ostaggi”.

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