CASO PISTORIUS. Accolta la tesi dell’omicidio premeditato

PRETORIA – L’audizione a Pretoria è iniziata in un clima di gelida attesa. Oscar Pistorius si è presentato con un abito blu, chiedendo ai fotografi di non ritrarlo in alcuno scatto. Sereno, apparentemente più tranquillo rispetto alla prima udienza.

Ma, una volta che il pubblico ministero ha ricostruito la scena del delitto, è scoppiato nuovamente in lacrime. Singhiozzando a lungo, come ogni volta che si è tornati sul dramma consumatosi giovedì scorso.

La stella del movimento paralimpico si era presentata in tribunale per chiedere la scarcerazione. E, invece, si è sentito sbattere in faccia la porta dal pm sudafricano, che ha confermato tutte le accuse a lui addebitate. “E’ stato omicidio premeditato”, poche storie.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, giovedì scorso Pistorius avrebbe sparato quattro colpi all’indirizzo della fidanzata Reeva Steemkamp, chiusa in bagno. Soltanto tre di questi hanno raggiunto il bersaglio, colpendola fatalmente.

L’avvocato dell’atleta ha respinto le accuse, negando che si possa trattare di omicidio premeditato. Ma il presidente del Tribunale ha invece accolto la tesi del pm. Fu omicidio premeditato.

 

E, adesso, Pistorius rischia 25 anni di carcere.

 

“Non riesco a capire come possa essere incriminato per omicidio premeditato visto che non intendevo uccidere la mia fidanzata”. Sono le parole, in una nota letta durante l’udienza preliminare a Pretoria, di Oscar Pistorius.”Niente può essere più lontano dalla verità dall’idea che io abbia pianificato l’omicidio della mia fidanzata, lo nego nel modo più assoluto – continua Pistorius – La sera prima Reeva sarebbe dovuta uscire con i suoi amici e io con i miei, poi mi ha detto di voler rimanere a casa e abbiamo trascorso la sera insieme. Verso le 22 eravamo in camera da letto, lei stava facendo yoga mentre io stavo guardando la tv con le protesi alle gambe”. “Reeva mi aveva comprato un regalo per San Valentino, eravamo profondamente innamorati”, ha detto ancora il 26enne atleta paralimpico, che durante la lettura non ha mai smesso di singhiozzare, tanto che a un certo punto la corte lo ha obbligato a fermarsi, concedendogli il tempo per riprendersi. “Non ho intenzione di trasferirmi all’estero perché amo il mio Paese e non sono mai stato condannato per nessun crimine”, un altro passaggio della deposizione di Pistorius che spera nel rilascio su cauzione.

 

Dopo la deposizione di Pistorius e la lettura di altre testimonianza da parte dei suoi legali per avallare la richiesta di rilascio su cauzione, il procuratore ha chiesto al giudice di aggiornare l’udienza a domani mattina (oggi per chi legge) per poter parlare con gli investigatori e replicare alla versione dell’atleta. La richiesta è stata accolta, Pistorius rimarrà sotto custodia e le parti si rivedranno in aula alle 9 ora locale.