Industria: nel 2012 frena il fatturato

ROMA  – Il 2012 è stato un anno negativo per il fatturato dell’industria, soprattutto a causa della bassa domanda interna ma il 2013, a giudicare dagli ordini, rischia di andare ancora male. E’ quanto emerge dai dati diffusi  dall’Istat secondo i quali le vendite nell’anno sono diminuite del 4,3% rispetto al 2011 (-4,4% il dato corretto per gli effetti del calendario) mentre gli ordini hanno segnato un calo del 9,8%. E anche il Centro Studi di Confindustria diffonde dati allarmanti sugli ultimi mesi del 2012: l’occupazione ha visto perdere 186 mila posti nell’ultimo bimestre dell’anno scorso, avvertono gli industriali, secondo cui è bruscamente accelerata la perdita” di impieghi: 104 mila a dicembre e 82 mila a novembre.

Nell’ultimo mese del 2012 il fatturato ha segnato un lievissimo aumento (+0,8%) rispetto a novembre ma è rimasto molto al di sotto di quello di dicembre 2011 (-9,2% il dato grezzo, -6,3% se lo si depura dagli effetti del calendario). Gli ordini sono diminuiti sia rispetto a novembre (-1,8%), sia rispetto a dicembre 2011 segnando su base tendenziale (-15,3%) il dato peggiore da ottobre 2009. I dati risentono soprattutto della scarsa domanda interna mentre l’estero, almeno sul fatturato, tiene.

A dicembre il lieve aumento congiunturale delle vendite (+0,8%) è il risultato di una crescita dello 0,5% del fatturato interno e dell’1,5% di quello estero. Su base tendenziale il fatturato di dicembre (-9,2%) è il risultato di un -11,8% delle vendite interne e del -4% di quelle all’estero. Nella media del 2012 il calo delle vendite del 4,3% è da legarsi al calo del 7,6% all’interno e all’aumento del 2,6% delle vendite sull’estero. Per gli ordini a dicembre si è registrato un calo congiunturale dell’1,3% in Italia e del 2,5% all’estero.

Su base tendenziale il -15,3% è il risultato del -21,4% degli ordini dall’Italia e del -6% degli ordini dall’estero. In media annua gli ordini sono calati del 13,8% dall’Italia e del 3,3% dall’estero. Per le auto a dicembre si è registrato, su base tendenziale un calo del fatturato del 5,8% e degli ordini del 16,6%. Nel complesso in media annua vanno male le vendite (dato corretto per gli effetti del calendario) soprattutto dei beni di consumo durevoli (-7,6%) e dei beni intermedi (-7,7%). A dicembre si è registrato un crollo rispetto a dicembre 2011 del fatturato della metallurgia (-13,2%) e dei prodotti farmaceutici (-12,4%) mentre in assoluta controtendenza va la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica ecc (+25,1%). Gli ordini sono crollati a dicembre per la fabbricazione di macchinari (-23,8%), per la produzione dei farmaceutici (-26%) e per la metallurgia (-21,9%). E l’attenzione all’estero delle imprese italiane emerge anche dal primo rapporto Istat sulla competitività nei settori produttivi secondo il quale per il 25% delle piccole imprese che guardano al di fuori dei confini nazionali la dimensione è un problema.

L’indagine rileva come tra gennaio-novembre 2010 e lo stesso periodo del 2012 siano 45 mila le imprese manifatturiere esportatrici ad avere complessivamente aumentato le vendite all’estero di circa l’11%. Il 35,7% delle aziende (circa 16 mila unità) ha visto crescere l’export sia verso l’area Ue sia verso i paesi extraeuropei, a fronte di un 16% (circa 7.200 unita’) che ha invece diminuito le vendite in entrambe le aree di sbocco.

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