Monti: “Merkel non vuole il Pd”. Berlino smentisce

ROMA  – Bersani alla guida del governo? Sì, da ministro è stato bravo, ma da premier va ‘testato”; e poi non lo vuole nemmeno la cancelliera Merkel. L’affondo è stato di Mario Monti che tira in ballo nella campagna elettorale italiana il capo del governo tedesco, senza il suo consenso, tanto che il suo portavoce ha smentito ”ingerenze”.

Ma le parole di Monti fanno emergere anche il peso che le elezioni italiane avranno sugli equilibri continentali e nel determinare le politiche economiche dell’Ue. Ieri in mattinata, parlando a Radio Rai, Monti aveva espresso apprezzamento verso il segretario del Pd, messo a paragone di Berlusconi.

– Berlusconi ha fatto tante promesse – ha detto Monti – che dice di aver mantenuto, ma gli italiani sanno che non è così. Bersani credo che possa governare molto bene, ma al di là dei ministeri che ha retto in passato, anche lui non è comprovato e dovrà essere comprovato come presidente del Consiglio.

Gli apprezzamenti su come Bersani ha operato da ministro dello Sviluppo hanno spinto Monti, successivamente, a chiarire che tali espressioni non erano ”nè una dichiarazione di alleanza nè di dialogo in vista di alleanze, nè endorsement o benedizioni di cui Bersani non ha bisogno da parte mia”. Insomma su eventuali alleanze post elettorali vale il principio di sempre, e cioè che esse potranno eventualmente nascere solo su ”programmi” riformisti; su questo Monti resterà ”fermo” anche perchè, ha spiegato, se si può ritenere che ”come persona Bersani abbia le qualità necessarie”, rimangono intatte le ”difficoltà a ritenere che con la coalizione di cui è il leader possa governare efficacemente facendo davvero le cose che servono a trasformare l’Italia in una economia ed in una società più dinamica ed equa”.

Su Bersani, infatti pesa l’ipoteca ”conservatrice” della Cgil, tanto che ieri in serata il Professore ha detto di ”dubitare” in un intesa con il Pd, mentre ha escluso quella con il centrodestra, a meno che esso sia mondato da Lega e Berlusconi. Ma proprio come Berlusconi, anche Monti ha tirato per la giacchetta Frau Merkel, pur con intenti diversissimi, dicendo che essa ”teme l’affermarsi di partiti di sinistra” e che ”non ha nessuna voglia di vedere arrivare il Pd al governo”

Ovviamente la cosa non è piaciuta in casa Democratica:

– Non so se è un problema della Merkel o di Monti, non l’ho capito – ha risposto secco Pier Luigi Bersani -. Saranno i cittadini a decidere – ha commentato Massimo D’Alema – e noi cerchiamo di dialogare con loro, non abbiamo tempo per sentire la Merkel.

Poi Monti ha spiegato che il suo ragionamento era una risposta all’affermazione di Berlusconi secondo il quale c’è già una intesa tra lui e Pd e che questa è ”benedetta” dal Cancelliere tedesco:

– Berlusconi evidentemente – ha ironizzato il premier – stravede per la Merkel e vede anche l’irrealistico. Io dubito – ha osservato Monti – che la signora Merkel voglia che un partito di sinistra vada al governo di un grande Paese europeo in un anno di elezione per la Germania. Semmai la Cancelliera Merkel auspicherebbe che sia il Pdl, che è con lei nel Ppe, a vincere-

Quasi immediata la smentita  del portavoce della Cancelliera che ha escluso in modo categorico qualsivoglia ingerenza nelle elezioni ‘altrui’. Monti ha comunque evidenziato il timore del Ppe e dei conservatori europei dell”’effetto domino” di una vittoria di Bersani, dopo quella di Hollande, che rilancerebbe le chance di del candidato dell Spd Peer Steinbrueck.

A quel punto se i tre principali Paesi industrializzati dell’area Euro fossero a guida socialista, cambierebbe l’equilibrio in seno al Consiglio europeo anche se la Commissione è a guida Ppe fino al 2014. E lo ha detto con chiarezza ancora D’Alema:

– Noi vogliamo andare al governo anche perchè vogliamo cambiare l’Europa, un’Europa che non dica solo austerità ma lavoro, crescita.

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