Le conseguenze dell’ingovernabilità anche per noi

Spaventano i risultati elettorali italiani, spaventa, giustamente, l’eventualità di dover tornare alle urne a causa dell’impossibilià di avere una maggioranza al Senato capace di garantire la governabilità. Sarebbe drammatico per l’Italia ma anche per tutti noi che all’Italia siamo strettamente legati.

In un momento in cui il mondo intero, ma soprattutto l’Europa, è alle prese con una crisi economica durissima e dalla quale si spera di uscire solamente nel 2014, un’Italia incapace di esprimere un governo solido diventa facile preda dei mercati.

Ne deriverebbe una seria perdita di credibilità del paese e ciò, per noi che viviamo all’estero, è particolarmente grave. Bruciano ancora le ironie, le “risatine” di fronte alla stampa, le battute irrispettose che abbiamo dovuto sopportare nel corso dell’ultimo governo Berlusconi.

Ma, al di là dell’orgoglio ferito, la perdita di credibilità dell’Italia avrebbe ricadute molto negative anche sulle relazioni che molti di noi portano avanti con l’Italia nel campo economico, in quello commerciale e ovviamente in quello culturale.

Tornare alle urne o galleggiare per qualche mese in una situazione di difficoltà al momento di dover prendere decisioni importanti, significherebbe un indebolimento dell’Italia e un aggravarsi della sua crisi economica.

Ciò naturalmente avrebbe una ripercussione negativa anche per noi italiani all’estero dal momento che comporterebbe con molta probabilità ulteriori tagli al capitolo di spesa che ci riguarda.

Il voto è la massima espressione della democrazia per cui va rispettato sempre e comunque ma l’analisi di quanto accade oggi in Italia porta ad una profonda riflessione. Sembrerebbe che nulla trascini più del populismo, della manipolazione della rabbia e delle insoddisfazioni di ciascuno, della voglia di distruggere e di urlare. Meno, molto meno appeal, ha l’analisi reale dei fatti, la verità sui problemi e sulle possibili soluzioni, l’onestà serena e priva di slogan.

I problemi che gli italiani affrontano giorno dopo giorno sono davvero tanti, gli scandali che hanno coinvolto i politici senz’altro troppi ma come si può pensare che la soluzione sia distruggere la casa nella quale si vive?

Forse bisognerebbe battersi per un paese in cui gli inquisiti e tantomeno i condannati  possano essere candidati a incarichi pubblici, in cui i parlamentari e i ministri siano persone con una preparazione adeguata al compito che dovranno svolgere, in cui i parlamentari e le altre persone con incarichi pubblici non possano esercitare anche altre professioni in contemporanea. Insomma forse sarebbe stato giusto lottare per una classe politica più onesta, più preparata e disposta a dedicarsi unicamente al bene del paese.

Purtroppo anche in Italia ha vinto la parola strillata e priva di contenuto. E le conseguenze le pagheremo tutti, dentro e fuori i confini nazionali.

Mariza Bafile