La base del M5S: “Trattiamo, votiamo la fiducia a Bersani”

ROMA  – ”Grillo, non mandarci tutti in rovina. Vota la fiducia a Bersani”. A due giorni dal trionfo elettorale, le prime voci di dissenso verso il leader del MoVimento 5 Stelle si levano dalla piazza virtuale. Dalle pagine del suo blog Beppe Grillo detta linea dura:

”Il M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd (nè ad altri)”. Ma l’ormai numerosissimo ‘popolo’ degli elettori grillini si spacca in due. Da un lato chi festeggia la fedeltà allo spirito anti-inciucio. Dall’altro chi invoca responsabilità e ‘scavalcando’ Grillo si rivolge direttamente ai parlamentari eletti. Tra i quali c’è anche chi quel sì al governo Bersani sarebbe disposto a pronunciarlo.

“E’ un’ovvietà per noi negare la fiducia a un governo del Pd”. Roberto Fico, eletto alla Camera in Campania ed esponente del MoVimento fin dalle sue origini, non capisce lo stupore. ”Non possiamo essere complici di queste persone che si sono mangiate l’Italia. Il Pd è causa del suo male. Noi voteremo i singoli progetti di legge, nessuna fiducia”.

Ma molti elettori dei 5 Stelle paventano uno scenario di ingovernabilità e invitano Grillo a ripensarci. ”Ascoltaci o non ti rivoteremo”, arrivano a ‘minacciarlo’. ”Sfasciare tutto adesso potrebbe essere un colpo mortale per il MoVimento”. ”Caro Beppe, non sprecare il mio voto. L’ho dato con la testa e con il cuore”.

La petizione lanciata on line da Viola Tesi, 24enne di Firenze, raccoglie in poche ore oltre 20 mila adesioni. ”Ho votato M5S perchè credo in una rivoluzione gentile”, scrive la giovane, nell’invocare il sostegno a un governo Bersani sulla base di alcuni temi condivisi. E anche tra i neo deputati e senatori, qualche segnale di apertura emerge. C’è il lombardo Ferdinando Alberti che dichiara un ”orientamento” a votare la prima fiducia. C’è Alberto Zolezzi che parla di un possibile ”appoggio a un governo di scopo”. Giulia Sarti dice che ”è finito il tempo degli insulti, anche perchè sono modi che appartengono soprattutto a Beppe”. E Serenella Fuksia, eletta al Senato, dichiara: ”Se ci sono convergenze su singoli punti del programma, posso votare la fiducia al governo Bersani”.

Non se ne parla, però, per larga parte della base ‘grillina’ e per molti parlamentari eletti: dire sì alla ‘vecchia politica’ di Bersani – spiegano costoro – vorrebbe dire tradire la linea tenuta fin qui dal M5S. I deputati e senatori 5 Stelle ne parleranno con Grillo nella riunione che terranno a Roma nei prossimi giorni.

– Ora parliamo tutti a titolo personale. Ci incontreremo ed eleggeremo i capigruppo, che parleranno per tutti  spiega Fico. Di certo, non faticano ad emergere i singoli provvedimenti sui quali Bersani potrà raccogliere il voto dei 5 Stelle in Parlamento. Tra gli altri: abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, con effetto retroattivo a partire da queste elezioni; reddito di cittadinanza; blocco della Tav; riduzione delle spese militari; conflitto d’interessi; legge anticorruzione; riforma elettorale. Su questi temi il centrosinistra proverà a costruire il suo dialogo e strappare una fiducia, al momento improbabile.