Grillo: “Bersani è morto che parla”

Pubblicato il 27 febbraio 2013 da redazione

ROMA  – Beppe Grillo torna a fare Beppe Grillo e rispedisce al mittente la mano tesa di Pier Luigi Bersani, chiarendo che il suo Movimento non darà mai la fiducia ad un governo a guida Pd. Ma la base rumoreggia e così il leader genovese, sempre via web, addolcisce un po’ i toni, ribadendo la sua disponibilità a votare alcuni provvedimenti.

Intanto Giorgio Napolitano, a Berlino, annulla l’incontro con il candidato premier della Spd Peer Steinbruck, ‘reo’ di aver bollato come ”clown” sia Berlusconi che Grillo. Della situazione interna il presidente della Repubblica non parla, ma il messaggio filtrato dal Colle, si ragiona in ambienti parlamentari, è chiaro: per il Quirinale si tratta di un puzzle complicatissimo che deve essere sistemato un tassello alla volta ma in tempi molto rapidi perchè non si può pensare di arrivare alle consultazioni senza un’idea chiara sul governo.

Il Colle, dunque, lancia il suo monito ai partiti: si deve fare in fretta. A dettare la giornata però è il duello a distanza Bersani-Gillo. Il leader di M5S abbandona i toni moderati dell’altro giorno e nel rigettare l’offerta del Pd attacca a testa bassa, al limite dell’insulto, il segretario democratico.

“Il M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd. Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle”, premette il blogger genovese. Che non si limita a respingere l’offerta del segretario, ma si diverte a chiudergli la porta in faccia: sul post del suo blog, dal significativo titolo ”Bersani, morto che parla”, lo definisce uno ”smacchiatore fallito”, uno che ha ”l’arroganza” di chiedere il sostegno del movimento, ma è soltanto uno ”stalker politico” che da giorni ”importuna” il M5S con ”proposte indecenti invece di dimettersi”.

La replica di Bersani non si fa attendere.

– Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità – contrattacca il segretario, con il chiaro intento di mostrare agli elettori di M5S il vero volto dell’ex comico, dimostrando loro che sa dire solo ‘no’. Una linea concordata a pranzo con Vendola.

– Niente governissimo, e spero che non sia questo l’auspicio di Grillo – scandisce il leader di Sel. La tattica riesce, almeno in parte. Sul blog di Grillo monta la protesta di quanti criticano lo schiaffo del leader. E il blogger sembra cambiare tono, confermando su Twitter la disponibilità a votare alcuni provvedimenti. Ma la strada per Bersani resta in salita, stretto fra chi nel partito contesta la sua linea e la volontà di non voler passare la mano. Ipotesi tutt’altro che remota. Significativo in questo senso il silenzio di Matteo Renzi, che resta cautamente defilato.

Il fattore tempo, inoltre, rema contro i propositi del segretario. Sul fronte Borsa e spread si registra una giornata di tregua, ma in molti temono la paralisi.

– Siamo in emergenza finanziaria – avverte Francesco Boccia (Pd), chiedendo di anticipare la convocazione delle Camere per dare al più presto quanto un governo al Paese. Preoccupazione condivisa in molte cancellerie europee: a farsene portavoce è Wolfgang Schaeuble, influente ministro delle finanze tedesco, che lancia l’allarme: dall’Italia può partire una nuova tempesta sui mercati. Persino Silvio Berlusconi, che in campagna elettorale ha più volte minimizzato il ruolo dello spread, avverte:

– Nessuna forza politica responsabile può ignorare il valore della governabilità.

I tempi della formazione del governo, aggiunge vestendo i panni dello statista e rilanciando le larghe intese,”sono troppo lunghi” e vanno ”riformati” perchè ”se non verrà proposto un messaggio di stabilità rischiamo di pagare un prezzo troppo alto”. Mario Monti, per una volta, condivide: il professore al momento pare tagliato fuori dai giochi politici, ma sa che presto sarà chiamato ad esprimersi. Il premier uscente fa sua l’urgenza di dare al Paese un governo, ma non a qualsiasi costo: serve un Esecutivo con programma credibile all’estero e sui mercati, avvertono i suoi consiglieri.

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