Coldiretti: per 26 milioni di italiani spesa low cost

Roma – Spesa low cost per 26 milioni di italiani che vanno a caccia dei prezzi più bassi, facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount, ma anche sperimentando canali alternativi senza rinunciare alla qualità come gli acquisti di gruppo, quelli on line o dal contadino. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Swg che fotografa gli effetti della presenza del 65 per cento di famiglie italiane che valuta insufficiente il proprio reddito secondo Bankitalia.

“Quasi due italiani su tre – sottolinea la Coldiretti – tagliano sulla spesa con il 62% che confronta con più attenzione del passato i prezzi, il 56 per cento che fa lo slalom tra le corsie alla ricerca delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti, e oltre la metà (51 per cento) che va a caccia dei prodotti a basso prezzo”.

– Purtroppo la situazione oggi è ancora peggiore – è il commento del segretario generale dell’Ugl Giovanni Centrella – C’è bisogno di una politica vera perché, in questi ultimi due anni, sono mancate riforme vere come quella fiscale e come quella del lavoro. Al contrario, la riforma Fornero ha reso più difficile assumere e più facile licenziare. Ma non solo. Occorre il coraggio di avere uno scambio generazionale anziché innalzare l’età pensionabile. D’altra parte – ha aggiunto – l’Italia continuando ad andare incontro alle richieste dell’Europa rischia di andare sempre peggio.

– Sono dati sicuramente preoccupanti, ma non c’è da meravigliarsi, visto che la sensazione della perdita del potere d’acquisto va di pari passo con la perdita della competitività del sistema Paese e delle imprese –  a dirlo è Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia. Per Barcella, quindi servono subito interventi per rilanciare l’economia, e con essa redditi e consumi.

– Ma non possiamo pensare – conclude – a un programma che non metta al centro l’impresa, che genera il lavoro e quindi anche redditi e consumi.

Angelo Bozzetto, presidente di Confindustria Puglia, sostiene:

– Questi dati sono l’ulteriore testimonianza dell’inadeguatezza della politica che si disinteressa di temi fondamentali come salari e lavoro, e si occupa solo di giochini politici.

Bankitalia, secondo Bozzetto, mette in evidenza “l’ulteriore testimonianza delle emergenze che stiamo vivendo dal punto di vista dei salari, del lavoro, dei redditi, dei consumi e delle esigenze delle imprese”.

– I dati di Bankitalia sono allarmanti perché ci dicono che le famiglie non hanno più redditi per andare avanti, per pagare i mutui, gli affitti – conclude Alberto Scanu, presidente di Confindustria Sardegna -. A questo punto per rilanciare i redditi serve una svolta di coraggio: ridurre il carico fiscale tagliando la spesa pubblica.

Secondo Scanu, “se non si riformerà la pubblica amministrazione, rimarremo un Paese ‘ingessato’, senza poter toccare la pressione fiscale. Serve anche in questa condizione di instabilità politica, un atto di coraggio“.