M5S, nessuna fiducia a governo tecnico o politico

Pubblicato il 05 marzo 2013 da redazione

ROMA  – Si chiude anche il timido spiraglio aperto dai 5 Stelle sul sostegno ad un governo tecnico. ”Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, nè lo ha mai detto” tuona Beppe Grillo, che tra l’altro non ha ancora deciso se accettare l’invito di Monti di un colloquio a Palazzo Chigi. Ieri, il leader di prima mattina si è affrettato a correggere la linea, quella indicata dal capogruppo in pectore al Senato Vito Crimi. Il M5S, insomma, conferma la volontà di stare a guardare le prossime mosse del Presidente della Repubblica senza dare garanzie preventive e senza promettere fiducie.

– Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari – spiega il leader del M5S che non ha dubbi:

– Il presidente del Consiglio tecnico è un’enorme foglia di fico.

E i 5 Stelle non vogliono dunque compromettersi con nessuno.

– Noi – chiude – non ci alleiamo coi partiti, noi ci alleiamo con tutti i movimenti e le associazioni.

E dunque, chiarisce il capogruppo designato, ”l’unica soluzione che proponiamo è un governo del movimento 5 stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto”. Punto e stop.

La comunicazione ‘politica’ del movimento si definisce  su questo: non una parola in più, non un cenno all’invito di Monti a palazzo Chigi, non un segnale. L’unico che riprende l’ultimatum di Vito Crimi, che dopo la precisazione è in ‘silenzio stampa’ per 24 ore, è il deputato Alfonso Bonafede.

– Noi al governo ci andremmo, ma da soli. Grillo sicuramente accetterebbe l’incarico, se si potesse fare un governo tutto nostro – chiarisce il parlamentare toscano. Intanto, in attesa della direzione del Pd odierno, Nichi Vendola invita a non fasciarsi la testa sui no di Grillo a non bruciare le tappe:

– La politica deve fare il suo corso èÇla sua speranza.

Certo c’e’ la consapevolezza in Sel di un possibile fallimento del mandato esplorativo che deve essere dato a Bersani e dunque non si esclude un nuovo ricorso alle urne: prima però si potrebbe provare la strada dell’elezione del nuovo capo dello Stato cercando un nome che possa piacere anche al M5S. Ma c’è anche chi, come Michele Santoro, si diverte a ragionare su un possibile esecutivo sostenuto da Pd e M5S.

Intanto anche i cattolici iniziano ad interrogarsi sul fenomeno a 5 Stelle: un sondaggio dice che tra i credenti il movimento ha raggiunto il 20% dei consensi, grazie all’erosione di Pdl e Pd che tuttavia, con il 24% sono sempre i partiti preferiti. Su Avvenire un editoriale sostiene tuttavia che ”non può essere il disprezzo del proprio Paese a muovere una politica migliore”. E’ preoccupato anche l’ad di Fiat, Sergio Marchionne:

– E’ molto più difficile ricostruire dopo avere sfasciato, creare un Paese in grado di competere.

Intanto è ancora ‘tensione’ tra il M5S e la stampa italiana: ieri sul blog di Beppe Grillo nella rubrica ‘TzeTze’ compare un nuovo attacco contro i giornalisti che diventano i giornalisti ‘Ruzzle’. Nasce però il sito ‘Liberare il MoVimento 5 Stelle’ che si propone di ”affrancare i deputati e i senatori eletti, dall’influenza di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, perchè possano prendere posizione e decidere che linea seguire in maniera indipendente”.

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