Un’immensa marea rossa per l’addio al presidente Chávez

Pubblicato il 06 marzo 2013 da redazione

CARACAS  – Un fiume rosso di centinaia di migliaia di persone che indossavano il colore della rivoluzione bolivariana ha attraversato ieri il centro di Caracas accompagnando il feretro di Hugo Chavez, in una dimostrazione di commosso omaggio popolare al ‘caudillo’ scomparso. Il giorno dopo la morte di Chavez, l’alba di una nuova era per il Venezuela, si è aperto con 21 salve di cannone, sparate alle 8 del mattino da tutte le unità militari del Paese in ricordo di un presidente rimasto fedele al suo passato militare fino all’ultimo dei suoi giorni. Gli stessi cannoni hanno continuato a sparare salve ad ogni ora fino all’allestimento della camera ardente nell’Accademia Militare di Caracas, dove il feretro del presidente sarà esposto fino ai solenni funerali di Stato di venerdì prossimo.

La salma del leader venezuelano ha lasciato l’Ospedale Militare di Caracas in mattinata: dopo una breve preghiera e benedizione da parte di un sacerdote, e mentre migliaia di persone riunite davanti all’ospedale cantavano l’inno nazionale, il feretro, avvolto nella bandiera venezuelana, è stato caricato sul veicolo che lo ha portato verso l’Accademia. La processione funebre è rapidamente diventata una manifestazione di massa: le immagini trasmesse dalla televisione pubblica mostravano sulla principale arteria di Caracas oltre mezzo chilometro di persone che sfilavamo a ritmo lento, accompagnando l’ultimo viaggio del comandante.

Il vicepresidente Nicolas Maduro – l’uomo che Chavez ha designato prima di morire come suo delfino e che ha assunto l’interim della presidenza fino alle elezioni, da convocare entro 30 giorni – ha seguito il percorso, accompagnato per un lungo tratto dal presidente boliviano Evo Morales. Il presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, si trovava anche lui a pochi passi dal feretro di Chavez, che ha salutato con il pugno alzato. L’emozione riempiva ogni angolo: molti piangevano, altri esibivano la bandiera venezuelana e cantavano le canzoni che Chavez più amava, scandendo slogan in ricordo del presidente.

Dopo l’esposizione del feretro all’Accademia Militare, venerdì prossimo si svolgeranno i funerali di Stato, al quale parteciperanno capi di Stato e di governo latinoamericani, ma anche del resto del mondo. Oltre al boliviano Morales sono già arrivati a Caracas i presidenti di Argentina ed Uruguay, Cristina Fernandez de Kirchner e José Mujica. Oggi si attende l’arrivo dei leader di Ecuador, Perù e Brasile, Rafael Correa, Ollanta Humala e Dilma Rousseff. Anche il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ha annunciato che partirà per Caracas per rendere il suo ultimo omaggio alla “figura dell’anti-imperialista latinoamericano”.

Gli americani – accusati  da Maduro di aver ordito il presunto complotto per avvelenare Chávez  – manderanno una delegazione, anche se non si sa ancora a che livello.

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